L'equilibrio regna sovrano in serie B. Servirà ancora un po' di tempo per capire chi assumerà in via definitiva un ruolo da protagonista, per ora accontentiamoci delle sensazioni. Chi ha avuto la pazienza di dare uno sguardo non solo alla sfida del Benevento a Udine, ma anche alle altre, si sarà accorto che in questo momento, molte situazioni di sostanziale equilibrio sono risolte da una giocata estemporanea, magari corroborata da un pizzico di fortuna. All'inizio è sempre così, poi nel setaccio del tempo qualcuno cadrà giù e si perderà nell'oblio, qualche altro resisterà e condurrà fino in fondo la sua missione.
BUONA SORTE. Ieri sera hanno colpito alcuni risultati frutto di una gestione folle delle varie sfide, nelle quali ha pesato certamente tornare in campo d imartedì dopo un turno già pesante effettuato sabato scorso: come all'Arena Garibaldi, dove il Pisa ha fatto e disfatto tutto nel giro degli ultimi 5 minuti di recupero. Ha subito il gol del 2 a 1 all'88', ha pareggiato al 93', si è fatto di nuovo infilare al 95', con una difesa che è parsa lontana parente di quella attenta che giocò la partita contro il Benevento. I minuti di recupero hanno anche stravolto il risultato dello Scida: il Crotone ha vinto 2 a 0 sulla Juve Stabia andando in rete al 91' e al 94'. Discretamente rocambolesca la vittoria del Perugia sul Frosinone: altri due rigori per il Grifo e fanno 4 in 5 partite, poi il solito harahiri dei ciociari. Per carità, tutte vittorie meritate, ma solo il tempo dirà se sono state il viatico per un campionato di altissima classifica. La verità è che in un campionato dove l'equilibrio la fa da padrone, è difficile discernere tra una vittoria cristallina e una acciuffata con l'aiuto di un po' di buona sorte.
ERRORI DA EVITARE. Al Benevento un po' di fortuna è mancata alla Dacia Arena, ma questo è il momento della concretezza, in cui non serve affatto appellarsi alla dea bendata. La squadra deve migliorare in alcuni aspetti della manovra e provare a commettere meno errori non procurati. L'imprecisione è anche una conseguenza della stanchezza accumulata in questo tour de force in cui si sono giocate tre partite nel giro di una settimana. Alla fine le statistiche parlano di 22 palle perse, che fotografano solo in parte quell'imprecisione di cui si diceva (col Pisa furono 31 le palle perse, contro il Cosenza addirittura 43). Il gol di Camporese, per altro molto bello, ha aperto la discussione sui gol da palla inattiva: per il Benevento, che continua ad avere la migliore difesa del campionato, è appena il secondo gol subito, il primo in questa maniera. Senza voler giustificare la mancata opposizione sul difensore friulano, bisogna dire che il Pordenone ha una vera e propria controaerea (Barison, Camporese, Pobega, Monachello, Strizzolo entrato nella ripresa) e che non è affatto semplice disinnescarla sui calci da fermo battuti per lo più dallo specialista Burrai. Il “terzo tempo” dell'ex giallorosso è stato imperioso e sarebbe dovuto essere ostacolato nel momento della partenza, prima che operasse lo stacco perentorio. Ci lavorerà sicuramente Inzaghi, ma in qualche occasione bisogna anche dare atto all'abilità dell'avversario.
IMBATTUTI. Alla fine il punto va accolto senza eccessivo rammarico: alla Dacia Arena ci avevano rimesso le penne già Frosinone e Spezia, dunque il Pordenone non è da considerare avversario arrendevole. Per altro la squadra giallorossa rimane col segno positivo in media inglese.
Intanto nel guazzabuglio del “chiunque può battere chiunque”, sono rimaste solo in tre a mantenere lo zero nella caselle delle sconfitte: Benevento, Empoli e Perugia. Vorrà pur significare qualcosa. Si può guardare al futuro con fiducia, questa squadra può solo crescere col ritorno di Schiattarella, con la condizione ritrovata da parte di giocatori del calibro di Hetemaj e Sau. E ora anche con un Kragl in più, un'arma che non può non trovare il giusto spazio anche nelle prossime sfide.
