Serse Cosmi ha mostrato stamattina in conferenza stampa l'entusiasmo di un ragazzino: “Il momento che vive la squadra è triste, io invece ho una grande carica. Mi sembra di aver smesso di allenare ieri. Ora ho un pizzico di saggezza in più”. L'uomo del fiume (così è soprannominato Serse,per le sue origini sulle rive del Tevere, a Ponte San Giovanni in provincia di Perugia, su cui ha anche scritto un bel libro) si è presentato per come è realmente, un uomo che sembra avere risorse infinite e che ama profondamente il calcio: “Ho usato una parola che nel calcio sta sparendo, ossia dedizione. La dedizione è più importante dell’impegno, è una forma profonda di attaccamento che va oltre il semplice dovere. Racchiude tutto quello che voglio da me stesso e dai calciatori”.
Poi ha parlato del campionato di C. “Se la Salernitana è terza non vuol dire che non si è fatto un buon lavoro. Il gruppo è ben costruito, mi sembra di allenare giocatori che non appartengono alla Serie C. Hanno qualità che permettono di avvicinarsi a Benevento e Catania. Voglio fare più punti possibili. Credo che ci siano le potenzialità per concludere la stagione bene, questa è l’impressione”.
Poi ha spostato l'attenzione sul Catania: “Al Catania ci ho pensato. Un minuto dopo la fine del colloquio con i dirigenti granata sono andato a vedere il Catania. Certo che ci penso, ma la partita è la cosa più attendibile per me. Io la classifica la guardo, per me è la Bibbia. So cosa bisogna fare per migliorarla”.
Sul girone C, Cosmi ha poi fatto spazio tra i suoi ricordi, stagione 1999-00: “Del girone C posso parlare per luoghi comuni. Ho visto il girone B e mi sembra un campionato diverso, come lo è anche il girone A. Il gruppo C è tosto, io l’ho fatto con l’Arezzo ed è stato il campionato più bello che ho disputato in C. Sono molto più portato a vivere una mentalità del sud”. In quel campionato nell'ultima partita venne a giocare due volte a Benevento, per il rinvio al lunedì dopo un'autentica bomba d'acqua. Vinse il Benevento di Franco Dellisanti per 2 a 1 e si salvò (reti di Di Giulio e Carannante), anche grazie a quel rinvio che aveva già regalato i play off matematici all'Arezzo (che poi perse contro l'Ancona).
