Benevento tra punti deboli e grandi certezze

La forza di super Pippo risiede nelle riserve ma con un solo limite

Benevento.  

“La forza delle riserve. E che riserve”. Potrebbe essere il titolo di un romanzo che ripercorre le gesta dei giallorossi di Inzaghi. Squadra scivolata al secondo posto dopo il turno infrasettimanale ma ancora imbattuta con due pareggi e tre vittorie. Guardare ad oggi la classifica è scontato, fissarla con occhio attento sarebbe esagerato. Tutto può e deve ancora accadere. Ma queste prime cinque partite evidenziano già segnali importanti, soprattutto in casa Benevento. Super Pippo non ha avuto problemi a cambiare. Un po' per tatticismo, un po' per la gestione fisica di alcuni calciatori. Sta di fatto che le risposte sono state decisamente positive. In ogni ruolo. La coppia d'attacco formata da Sau e Coda è quella che dà più garanzie ma con la consapevolezza di poter utilizzare in qualsiasi momento l'arma di Armenteros come è accaduto in casa col Cosenza quando lo svedese di origini cubane ha regalato col suo gol i tre punti alla sua squadra. Pensare poi che senza Insigne si possa perdere qualcosa sulla fascia destra sarebbe cosa poco gradita. Soprattutto ad un certo Kragl che chiamato in causa col Pordenone ha dimostrato di essere una forza in più di questo Benevento. Con lui la potenza è assicurata, con l'altro velocità e inserimenti. Insomma, c'è solo l'imbarazzo della scelta. Con la consapevolezza che il tedesco potrà essere utilizzato anche a sinistra al posto di un rinato Tello. Pure in difesa ci sono state risposte positive con Antei che ha sostituito degnamente l'infortunato Volta. Del Pinto nell'ultima ha fatto il suo, peccato per quella disattenzione che è costata troppo al Benevento con un ex sempre pronto a far male, Camporese. Ma non per questo si può crocifiggere il buon Lollo oramai noto in tutto il Sannio per impegno e dedizione. Ma se di qualità si sta parlando, che dire quando rientrerà Schiattarella. Un mal di testa assicurato per super Pippo che dovrà sceglierne due tra l'ex Spal, Viola ed Hetemaj con l'ipotesi però di un centrocampo a tre soprattutto contro avversarie con determinate caratteristiche. Alla faccia della prevedibilità. Ma per restare fedele al titolo iniziale di questo romanzo, non è poi così scontato cambiare portiere e non avere brutte sorprese. Eppure Manfredini tra i pali non ha fatto per nulla rimpiangere Montipò seppur contro un Cosenza poco pericoloso. Ma come in ogni squadra c'è sempre il punto debole. E il tallone di Achille di questo Benevento risiede solo negli esterni bassi. Qui forse non vale “la forza delle riserve”. Con le ultime performance di Maggio e Letizia sarebbe già di per sé difficile sostituirli degnamente, se poi ci mettiamo le alternative troppo giovani, il dubbio insorge. Ebbene sì, potrebbero essere gli unici ruoli più striminziti in termini di affidabilità. Una piccola pecca. E nulla più. Per una squadra che può davvero arrivare lontano.