Al Picco mancheranno tre pilastri della squadra di Inzaghi, due dei quali fanno parte del contigente di rinforzi scelti per questa stagione, Pasquale Schiattarella e Marco Sau (l'altro è Massimo Volta). Il primo è già sulla strada del completo recupero, il secondo dovrebbe farcela a rientrare appena dopo la sosta, quando al Vigorito scenderà il Perugia degli ex Iemmello e Di Chiara.
A La Spezia, dunque, bisognerà fare di necessità virtù e battere una strada già percorsa contro l'Entella. Inzaghi potebbe optare per uno schieramento assai simile (se non identico) a quello messo in campo contro la squadra di Boscaglia: un 4-4-2 con due esterni e una punta e mezza in avanti. O rispolverare Armenteros, che è parso però abbastanza sotto tono nei pochi minuti giocati contro i liguri. Le scelte in avanti sono abbastanza limitate, a meno che non si vogliano prendere in considerazione le mezze punte e trasformarle in punte tout court.
Resta la convinzione di poter mettere in campo una squadra dall'intelaiatura più che solida, in grado di controbattere qualsiasi avversario.
Lo Spezia, lo sanno tutti, è sull'orlo di una crisi di nervi: giocatori contestati, dirigenti invitati a tener fede alle loro promesse, il tecnico in un autentico ciclone, persino accusato di aver mandato a quel paese la curva. Strano il destino di Vincenzo Italiano, sul punto di sedersi sulla panchina giallorossa in estate ed ora con il timore di essere mandato a casa proprio se dovesse perdere contro il Benevento che sarebbe potuto essere suo. Un intreccio degno di un film visionario, nel quale il destino gioca una carta preponderante nella vita dei protagonisti.
Cambierà, e tanto, Italiano. Perchè dopo averne preso quattro in casa dal Trapani non si può rimanere inermi. Cambiare può essere un'arma a doppio taglio, perchè nel tentativo di migliorare le cose si rischia persino di peggiorarle. Italiano pensa a Scuffet, ex enfant prodige dell'Udinese, tra i pali, a Bidaoui sulla corsia sinistra. Ma il tecnico siciliano dovrbebe mettere mano anche alla difesa, che non è apparsa certo insuperabile, visto che ha i numeri peggiori (12 reti subite) insieme a Pescara e Juve Stabia. Ecco, dunque, che dovrebbe trovare posto l'ex romanista Marchizza per dare più sostanza alla retroguardia.
Ad una squadra che ha mille dubbi, il Benevento deve contrapporre la sua stabilità. La forza delle idee e la convinzione di essere solida: è importante far punti al Picco, prima che si vada alla settimana di riposo (ennesimo paradosso di un campionato che richiede tour de force clamorosi e costringe a soste insulse). Inzaghi sa di poter riprendere con un organico finalmente al completo per un filotto di big match da togliere il fiato. Prendete nota: sabato 19 ottobre Benevento-Perugia; sabato 26 ottobre Pescara-Benevento; mercoledì 30 ottobre Benevento-Cremonese; domenica 3 novembre Benevento-Empoli. Quindici giorni di fuoco, in cui si può delineare il futuro.
