Benevento-Perugia, ora servono gli attaccanti

La squadra giallorossa deve capire i punti deboli della formazione di Oddo

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Benevento.  

Perugia come dottor Jackyl e mister Hide. La differenza sta tutta nelle partite interne ed esterne dei grifoni: 3 vittorie ed un pari al Curi, una vittoria, un pareggio e una sconfitta lontano dalle mura amiche. Un cammino non certo negativo nel complesso, ma che evidenzia una sostanziale differenza tra il rendimento casalingo e quello in trasferta. 

L'altro dato curioso sta nei gol segnati: 9 in totale, di cui 7 realizzati da Iemmello e gli altri due da Buonaiuto e Kouan. Un dato statistico in controtendenza con quello del Benevento, che di gol ne ha segnati 10 mandando in rete due volte solo Oliver Kragl. Poi quella giallorossa è un'autentica cooperativa del gol: Maggio, Tello, Coda, Sau, Insigne, Viola, Armenteros e un autogol.

Benevento e Perugia si ritroveranno alla ripresa del campionato al Vigorito ed entrambe esternano già ora le loro speranze di proseguire nella striscia positiva di risultati.

La strega, forte della sua posizione di leader della B, vorrebbe scavare già un solco tra sé e una delle contendenti alla vittoria finale. Oddo non è ancora contento delle prestazioni dei suoi, anche contro il Pisa s'è lasciato andare ad uno sfogo clamoroso, affermando che se la sua squadra giocasse così contro una grande le prenderebbe di sicuro. In realtà in più di un'occasione la squadra umbra se l'è cavata per il rotto della cuffia (la vittoria in casa col Chievo, quella al Picchi di Livorno, il pari al 90' a La Spezia, la stessa ultima vittoria col minimo scarto contro il Pisa), che stanno ad indicare che se è vero che sul piano del gioco complessivo la squadra non ha ancora raggiunto il top, è anche vero che possiede in organico fior di giocatori in grado di fare la differenza. Alcuni dei quali direttamente fornitigli dal Benevento: Iemmello, Di Chiara, Buonaiuto.

Il modulo dei perugini è di quelli camaleontici: lo indicano come un 3-4-2-1, ma può ricomporsi in tanti modi sul campo: 4-3-3, 4-3-2-1, 4-3-1-2. La novità più succosa riguarda proprio la posizione di Di Chiara, liberato da vincoli di marcatura e messo in grado di sfruttare il suo sinistro con cross pericolosissimi da sinistra. E' ovvio che in fase di non possesso l'ex giallorosso scenda all'altezza della difesa a formare una linea a quattro. Stesso ragionamento per il centrocampo che si disegna a tre in fase difensiva (Falzerano, Kouan e Carraro), ma fa spazio a Di Chiara a sinistra quando attacca. In avanti, per il momento Oddo ha accantonato uno come Falcinelli, per sfruttare le doti di Iemmello al centro, circondato dal funambolico Fernandes e da Buonaiuto.

Difficile che sia tanto diversa da questa la squadra che scenderà sabato 19 ottobre al Vigorito. Il Benevento dovrà sfruttare al meglio le sue batterie di attaccanti, lì dove sarà possibile fare la differenza (Rosi, Gyomber, Falasco, spesso non irreprensibili). Non è solo la voglia di veder segnare di più il reparto offensivo, ma la necessità che gli uomini del reparto avanzato riescano finalmente ad essere decisivi in una partita che lo richiede.