Incognite dopo la sosta: Benevento-Perugia, chi ne approfitta?

Il 16 settembre i giallorossi trionfarono a Salerno, il Grifo si fece bloccare dalle vespe

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Benevento.  

Seconda sosta del campionato, con conseguente secondo rientro. E' una difficoltà in più da tenere in conto. Le soste sono sempre un salto nel buio, si sa come ci si arriva, non si può essere certi della ripartenza. Inutile andare a comparare l'attitudine del rientro da una sosta delle squadre degli scorsi tornei: Benevento e Perugia hanno già un punto di riferimento in questa stagione, la terza di campionato, giocata tra il 13 e il 16 settembre scorsi, reduci dal lunghissimo stop dopo l'ultimo turno agostiano. Il Grifo il 31 agosto aveva vinto a Livorno con un gol di Iemmello, il Benevento aveva ridimensionato il Cittadella rifilandogli la bellezza di quattro gol (4-1). Due squadre in gran spolvero, spinte da risultati esaltanti.

Alla ripresa il 14 settembre la squadra di Oddo si fece imporre lo 0 a 0 al Curi dalla Juve Stabia di Caserta, fallendo svariate occasioni, e rischiando anche di capitolare sugli attacchi delle vespe. Il Benevento scese invece in campo la sera del 16 settembre, all'Arechi. Molti ricordano come andò a finire, fu una delle partite più belle dei giallorossi che vinsero il derby coi gol di Viola e Sau.

E' un dettaglio statistico, che può avere anche basi tecniche e di lavoro, ma che non può certo dare un'indicazione perpetua sulla condizione delle due squadre al rientro dopo una sosta.

Sappiamo come vi arriva il Benevento, che ha lavorato benissimo e che lascia al palo l'ex Volta, condizionato da una tendinite, e capitan Maggio, appiedato dal giudice sportivo. Il resto della truppa è utilizzabile e oggetto di scelte accurate da parte dello staff tecnico.

C'è da sostituire Maggio e non è una passeggiata di salute, vista la condizione dell'ex partenopeo. Ma Inzaghi sa bene cosa fare: ha ridotto la scelta a due nomi, quelli di Antei e Tuia. Entrambi centrali di difesa, tutti e due capaci di giocare anche da esterni. L'ex salernitano ha più dimestichezza nel ruolo e forse questo finirà per favorirlo. Ma la garanzia del tecnico sta nel fatto di poter interscambiare i due senza che la squadra ne risenta. La linea di retroguardia sarà in ogni caso competitiva e pronta sia che il Perugia si assesti con due punte e un trequartista (Iemmello, Falcinelli e Buonaiuto), sia che scelga di mandare ancora in campo un solo attaccante centrale (Iemmello) e due esterni alle sue spalle (Buonaiuto e Fernandes).

A centrocampo c'è un assembramento mai registrato: con il ritorno di Schiattarella, Inzaghi ha disponibili ben 5 elementi oltre all'ex spallino: Hetemaj, Viola, Tello, Del Pinto, Basit. L'abbondanza, lo abbiamo sempre detto, non può essere un problema, soprattutto se si va incontro ad un altro tour de force che chiamerà la squadra a scendere in campo quattro volte nei prossimi 16 giorni.

Stessa abbondanza per esterni alti e attaccanti: Insigne, Improta, Kragl, Vokic, Sau, Armenteros, Coda (oltre a Tello, che può essere conteggiato sia da esterno che da centrocampista).

Riteniamo che la possibilità di scegliere in base alla condizione di ognuno sia quella ideale per ogni allenatore: Inzaghi avrà la possibilità di schierare un undici competitivo e di pensare già alle alternative che dovessero venire utili nel corso della gara.