Benevento gladiatorio, Inzaghi ti è entrato nella testa

Vittoria conquistata con le unghie e con i denti grazie a uno spirito battagliero

Benevento.  

Per un attimo mettiamo da parte i discorsi relativi a moduli, sostituzioni o giocate individuali. E' vero, sono interessanti, ma non giustificano pienamente un aspetto molto più profondo che questo Benevento sta mostrando partita dopo partita. Riavvolgendo il nastro, riecheggia nella mente una tra le prime dichiarazioni di Pippo Inzaghi da allenatore giallorosso: "Ho trovato un gruppo un po' spento, depresso da quanto accaduto lo scorso anno. Qualcuno non sente più la giusta fiducia". La prima mossa del tecnico è stata quella di entrare nella mente dei suoi ragazzi, di scuoterli, di regalargli un po' di quello spirito che da calciatore l'ha sempre contraddistinto. 

Se si analizza attentamente la formazione che ieri è scesa in campo, è facile capire questo punto di vista: su undici calciatori, ben dieci vestivano il giallorosso nella passata stagione. Quante volte si è detto che quella squadra peccava di personalità, tanto da perdere malamente una semifinale play off tra le mura amiche? Tante. E' inutile adesso compiere facili paragoni, ma è chiaro che lo spirito di questi atleti è cambiato in maniera sostanziale e qui si vede la mano del tecnico. Contro il Perugia (che non è affatto l'ultima arrivata), hanno lottato da leoni, strappando i tre punti con le unghie e con i denti attraverso ogni mezzo disponibile: grinta, contrasti, palle in tribuna, calciatori pronti a dare tutto per la causa, soprattutto nella sofferenza dei minuti finali. Spesso c'era anche l'impressione che volessero dare sempre di più, arrivando anche a strafare, ammaliati da una sorta di trance agonistica. E' chiaro che questo atteggiamento gladiatorio ha spinto il pubblico a tirare fuori la voce, con l'intero stadio che ha dato una mano fattiva per arrivare al successo finale. 

Se dovessimo racchiudere tutto con una immagine, sceglieremmo quella che ha visto Letizia stremato a terra. Siamo a pochi attimi dal fischio finale e il buon Gaetano ha ultimato tutte le proprie energie per allontanare la minaccia dalla propria area, con uno sprint terminato con un fallo di Fernandes. Quando è a terra si porta le mani dietro la nuca e sorride come un bambino. Grinta, cazzimma e compattezza, sono questi gli elementi che in serie B fanno sognare. Così come un Antei che da terzino si è espresso bene, mettendosi a disposizione anche in un ruolo non propriamente suo o Tuia che Inzaghi ha lodato personalmente in conferenza, ma lo stesso vale per tutti gli altri con i quali si è complimentato. 

Il primo posto, oggi, è utile solo per i numeri. Ci saranno dei momenti negativi, questo Inzaghi lo sa bene, l'importante sarà non perdere questo spirito. Mai.