Il Pescara cambia, il Benevento no

Zauri corregge anche il modulo. Inzaghi ha i giocatori contati in difesa, ma non muta niente

Benevento.  

Quando le cose non vanno come si vorrebbe, si cercano le più svariate soluzioni per uscire dalle pastoie delle negatività. Luciano Zauri siede su una panchina che già scotta tanto ed è legittimo che provi l'ennesimo ribaltone nell'ambito del suo schieramento. Così, al di là di comunicazioni che arriveranno solo prima della partita, si può già dire che il Pescara muterà pelle rispetto a quello che ha giocato l'ultima partita contro lo Spezia. Cambia, ed è un ritorno all'antico, anche il modulo di gioco: non più 3-5-2, ma 4-3-2-1, un “albero di Natale” che passa attraverso la scelta di giocatori di gamba e il momentaneo accantonamento di qualche colonna portante che mostra i segni del tempo. Dovrebbero infatti rimanere fuori Hugo Campagnaro e l'ex Cittadella Drudi, oltre che il giovane Zappa (proprietà dell'Inter) e far posto all'enfant prodige Bettella (dell'Atalanta), all'esterno Ciofani (fratello del cremonese Daniel) e al regista Palmiero, proprietà del Napoli. Novità sostanziali con una difesa formata da Ciofani, Bettella, Scognamiglio e Masciangelo, da un centrocampo muscolare con Memushaj, Palmiero e Busellato, con Galano e Machin dietro l'unica punta che dovrebbe essere l'ex aretino Brunori, ma che potrebbe anche essere il “millennial” Gennaro Borrelli, un gioiello del vivaio pescarese, un ragazzone di un metro e 94 che Zauri ha avuto con sé l'anno scorso nella Primavera. 

Messo alle strette, il tecnico di Pescina vuole giocarsela a modo “suo”, col “suo” sistema di gioco e magari anche con qualche “suo” pupillo.

Il Benevento sa che si ritroverà di fronte una squadra che vuole assolutamente raddrizzare la prua: inzaghi ha lasciato un po' di titolari in città, da Volta ad Antei, da Tello a Kragl. Non è il massimo della buona sorte: quattro assenze, due difensori centrali e due esterni di centrocampo, quasi a voler minare solo quei due reparti. Al di là di un paventato utilizzo di tre centrocampoisti al centro (ma Schiattarella ha ammesso candidamente che non è mai stato provato uno schieramento così), sembra più che possibile che tutto rimanga invariato, con Insigne a destra, Improta a sinistra e Hetemaj e Viola al centro. Ci sarà da combattere parecchio proprio lì in mezzo, dove il Pescara promette di fare grande densità coi vari Memushaj, Palmiero, Busellato, Machin e dove ci sarà da scavalcare spesso la linea “maginot” di Zauri. La strega ha dalla sua un morale a mille e la spinta di quei 1.300 che arriveranno in Abruzzo per non farla sentire sola. E' una partita insidiosa quella dell'Adriatico, ma l'Inzaghi band ha tutte le armi per uscirne ancora una volta senza danni.