“Inzaghi ha detto che col Trapani è la partita della vita? E allora noi proveremo a complicargliela la vita”. Francesco Baldini, nei toni, sembra seccato che il tecnico sannita abbia dato così tanta importanza alla partita contro la sua squadra. Una risposta piccata, fermo restando la legittimità di provare a tornare a casa con un risultato positivo, s'intende. Superpippo usa spesso queste iperboli per presentare la prossima partita, è un modo per tenere sempre alta la concentrazione dei suoi, per non abbassare mai la guardia, chiunque sia l'avversario. D'altro canto la classifica spingerebbe a pensare che il Benevento possa continuare senza problemi il suo cammino fatto di vittorie: 18 punti di distacco tra le due compagini non possono essere solo frutto del caso. Ma non devono neanche ingannare. Perchè, come sottolinea Inzaghi, il Trapani vale più della sua magra classifica. Sulla squadra delle prime partite ha inserito giocatori del calibro del francese Biabiany e dell'argentino Grillo, ha recuperato Evacuo e Corapi, che sono un po' l'anima del gruppo ed ha in Pettinari un attaccante in gran forma (doppietta a Livorno nell'ultima trasferta). Essere prudenti non è affatto sbagliato, è giusto che si tengano in debita considerazione le qualità dell'avversario a prescindere dalla classifica.
Dalle convocazioni di entrambe le squadre non è semplice risalire agli undici che scenderanno inizialmente in campo. Baldini ha recuperato per i capelli (pochi) Jonathan Biabiany. Il funambolico francese, che ha giocato 28 partite nelle ultime tre stagioni costellate da problemi fisici, è uscito dopo 38' nella sfida col Chievo. Nulla di rotto per lui, ma solo allenamenti differenziati in questi pochi giorni: Baldini l'ha convocato, ma forse non lo utilizzerà dall'inizio. Nel trio d'attacco dove dovrebbero essere certi Evacuo e Pettinari, potrebbe esserci Tulli, oppure Ferretti che ha già giocato contro i clivensi. Il resto della squadra dovrebbe cambiare ben poco: difesa a quattto davanti al millennial Carnesecchi, vale a dire l'ex perugino del Prete, poi Fornasier e Scognamillo, con l'argentino Grillo a sinistra. Centrocampo con Corapi, il francese Tougourdeau e l'ex perugino Moscati. 4-3-3, per dirla coi numeri.
Inzaghi cambierà qualche interprete, è giusto che lo faccia: lui stesso ha detto che quando fa giocare i vari Tello, Improta e Insigne gli danno risposte eccezionali ed è davvero difficile tirarli fuori la volta successiva. Qualcuno di loro entrerà nell'undici base, senza alterare i meccanismi di gioco della capolista. 4-3-2-1, che a seconda degli interpreti somiglia spesso anche al 4-4-2 originale. I numeri valgono poco, l'abbiamo imparato anche noi. Vale l'atteggiamento. E la condizione fisica. Dare un turo di riposo a qualche interprete può essere la mossa giusta: si è giocato appena sabato scorso, si torna in campo a meno di una settimana dalla lunga trasferta veneta e sabato prossimo si viaggia alla volta di Livorno, per dare il via al più incredibile dei tour de force con 4 partite da giocare nel giro di 16 giorni, gli ultimi nelle festività natalizie.
