A Trapani non hanno capito le parole di Pippo Inzaghi e se la sono presa. Perchè oggi dire che si rispetta qualsiasi avversario e che per batterlo serve la partita migliore della stagione suona come a sberleffo. Meglio sarebbe stato, a quanto dicono i siciliani, che prima della gara il tecnico giallorosso avesse dichiarato di poter fare un sol boccone di avversari che valevano poco e niente.
E invece la forza di Superpippo e della sua banda sta proprio in questa mentalità, mutuata da quella che l'allenatore giallorosso aveva quando giocava. Per lui, semplicemente, ogni squadra che si affronta è sempre l'avversario più forte. Ed è questa la forza di un Benevento che non snobba mai nessuno e va a mille contro chiunque, senza quei cali di tensione che in B sono mortiferi.
L'atteggiamento è il fattore più importante di qualsiasi altra cosa: della tecnica, del modulo, della condizione. Per carità, tutto ha un'importanza rilevante, ma in una scala di valori ogni cosa è soppiantata dall'atteggiamento. Lo ripete fino alla noia Pippo e chi non lo capisce dei suoi si siede in panchina. Amico di tutti, rigido con tutti: “Riprendiamo lunedì la preparazione, si sono meritati due giorni di riposo. Loro lo sanno, se fanno quello che voglio io, li ripago con questi gesti, altrimenti tutti in campo a faticare. Anche il giorno dopo la partita”. Bastone e carota, metodo antico, cavallo di battaglia di un allenatore giovane che le ha viste tutte in carriera. E che ha potuto assorbire molto dai tanti grandi tecnici che lo hanno allenato.
Nell'analisi del 5 a 0 al Trapani si potrebbe parlare di ogni cosa: dalla tecnica mostruosa dei singoli (dice Tiribocchi a Dazn parlando di Marco Sau: “Non se ne abbiano gli altri , del resto anche io ho fatto la B. Ma la differenza tra un giocatore di serie A e uno di B si vede nelle scelte di gioco. E a guardare Sau ti ricordi immediatamente che è un giocatore di A”), alla duttilità tattica della squadra, che cambia con una disinvoltura estrema l'assetto tattico: “Mi sono accorto che col 4-4-2 il Trapani ci stava un po' mettendo in difficoltà, allora ho preferito cambiare anch'io svoluppando di più il nostro gioco in ampiezza”. Consapevolezza dei propri mezzi che fa rima con umiltà: mettersi a specchio con l'avversario e accettare l'uno contro uno senza paura, ma con la certezza di poter fare meglio di chi ti sta di fronte. Il secondo tempo l'hanno “spaccato” Improta e Tello, devastanti quando sono entrati sulle due corsie e a cui il Trapani non ha saputo opporre nulla.
Lo dicono tutti i suoi ragazzi: Inzaghi è un “martello”, non ammette cali di tensione. Quando si gioca, partecipa anche lui come se fosse in campo, probabilmente fatica più di quando giocava. E' questo il segreto della squadra, la forza dell'umiltà. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, basta guardare la classifica. E godersela appieno, pensando che il prossimo avversario è sempre quello più pericoloso di tutti.
