Livorno-Benevento, morale agli antipodi

Labronici ultimi e contestati: la Curva Nord annuncia di voler disertare il Picchi

Benevento.  

I giornali ci provano ogni giorno a stuzzicare le manie di superstizione dei dirigenti giallorossi: “A ipotecata...”, “Benevento già in massima serie...” e via dicendo. Qualcuno in casa strega strofina vecchi amuleti, Inzaghi da parte sua è impegnatissimo a convincere i giocatori che con 23 partite ancora da giocare sarebbe da folli pensare che sia già tutto deciso. Superpippo non è tipo da cali di tensione, capace di strigliare i suoi persino dopo una vittoria per 5 a 0: “L'inizio del secondo tempo contro il Trapani non mi è affatto piaciuto, avremmo potuto riaprire una partita che avevamo abbondantemente chiuso”. Parole severe che riportano immediatamente i giallorossi coi piedi per terra: “Se perdiamo il nostro atteggiamento possiamo perdere con tutti”. Aforismi che ricordano i manifesti che Helenio Hrrera, in arte il “mago”, affissava sulle pareti dello spogliatoio di San Siro. Frasi che dovevano essere di monito e di sprono al tempo stesso per tutti i suoi giocatori, chiamati a dare sempre di più, nonostante vincessero già tanto. E' la strategia più giusta in un campionato indecifrabile con questa serie B, dove non si può essere tranquilli neanche se si va a giocare contro l'ultima in classifica. 

LIVORNO, MICCIA ACCESA. Ecco il punto, dunque. Perchè questa volta il Benevento è proprio di scena contro il fanalino di coda. Un ambiente, quello di Livorno, dilaniato da polemiche e alla disperata ricerca di un punto di equilibrio dopo l'esonero di Roberto Breda. Ci sarà il nuovo allenatore in panchina, Paolo Tramezzani, ma probabilmente non ci saranno sui gradoni della Nord i tifosi labronici più accesi. Il comunicato diffuso ieri sembra parlar chiaro: “In occasione di Livorno-Benevento come curva resteremo fuori dello stadio, invitando tutti i tifosi amaranto a fare altrettanto... Non accettiamo più di continuare a tollerare questa famiglia (gli Spinelli, ndc) ed oggi è arrivato il punto di rottura definitivo, oltre il quale non si può andare”. A far traboccare il vaso ci ha pensato l'amministratore delegato Roberto Spinelli che in una trasmissione dedicata al Livorno ha usato un tono accusatorio nei confronti dell'ambiente (stampa e tifosi), ma molto più morbido nella gestione della società. Il comunicato della Nord usa toni durissimi contro l'ad e conclude con una frase ad affetto: “Meglio una fine spaventosa che uno spavento senza fine. Via Spinelli da Livorno”.

MORALE AGLI ANTIPODI. Come si può evincere, entreranno in campo due squadre con stati d'animo opposti. Il Livorno è chiamato a interrompere la serie negativa (un punto nelle ultime 4 partite) in un ambiente che si preannuncia quantomeno caldo, il Benevento si presenta al Picchi con la forza dei nervi distesi, 5 vittorie ed un pareggio dopo il ko di Pescara. Nella squadra amaranto saranno ancora assenti gli infortunati storici, l'ex crotonese Stoian e l'ex giallorosso Enrico Brignola. Appare difficile capire se Tramezzani avrà già voglia di mettere mano dal punto di vista tattico alla squadra di Breda (lui ha sempre fatto il 3-4-3) o seguirà il solco tracciato dall'allenatore trevigiano (ultima col 4-2-3-1). Inzaghi è sempre molto attento a prevenire le mosse dell'avversario, ma come le altre volte sceglierà senza pensare al modo di schierarsi dei labronici. Ha l'incombenza della sostituzione di Hetemaj, possibile che sia il colombiano Tello a rilevarlo. Un solo cambio consentirebbe di rimettere nuovamente in campo più o meno la squadra che ha travolto il Trapani. E' forse la soluzione più facilmente percorribile.