Benevento, si torna all'albero di Natale

Col rientro di Hetemaj sembra scontato che il tecnico torni all'assetto adottato prima di Livorno

Benevento.  

Ammettiamolo: se il Frosinone non si fosse ripreso il ruolo che tutti gli assegnavano alla vigilia del campionato, questa sfida al Vigorito sarebbe sembrata un tantino annacquata. Ci sembra invece giusto che abbia i crismi della super-sfida, che la terza posizione abbia ringalluzzito i ciociari e che le tre vittorie di fila ne facciano un avversario pericoloso e degno di sfidare la capolista. 

D'altro canto non c'è nulla di più pericoloso di una “grande” in maschera, di una squadra che ha una struttura di prima grandezza, ma che si barcamena nelle zone basse della classifica. Diventa una mina vagante, una squadra che non si sa come prendere. Così è diverso: la squadra ciociara è tra le più autorevoli candidate a dare l'assalto alla serie A e legittimamente si è riappropriata del proprio ruolo.

Il Benevento, dunque, sa bene che tipo di sfida lo aspetta. Non sarebbe cambiato nulla nella mente di Inzaghi, che è capace di etichettare la partita col Trapani come la più importante dell'anno e che considera ogni prossimo avversario il più difficile da affrontare. Ma non sappiamo che reazione avrebbe prodotto nella mente dei giallorossi, che ora non hanno scelta: il Frosinone è quello che avevano indicato tutti prima dell'inizio del campionato, uno degli avversari più autorevoli nella lotta promozione.

Messa a posto la mente, c'è da pensare all'aspetto tecnico-tattico. Il Frosinone ha ben poco da nascondere, probabile che l'undici di partenza sia lo stesso che ha battuto il Pescara sette giorni fa: magari con Dionisi subito in campo al posto dello statunitense Novakovich, ma con l'ormai collaudato 3-5-2. Nesta si è convertito alla difesa a tre dopo le prime sei giornate che gli avevano riservato solo delusioni. Bere o affogare, anche una squadra tecnicamente bene attrezzata può avere dei problemi se non trova l'assetto giusto. Nesta, sull'orlo dell'esonero, cambiò tutto (anche molti interpreti: sono scivolati fuori i vari Trotta, Citro, Haas, Salvi) e ora sta raccogliendo i frutti di quella “capriola tattica”.

Il Benevento ne ha affrontate tante di squadre schierate col 3-5-2. Inzaghi lo ha fatto sia privilegiando lo sviluppo del gioco in ampiezza (4-4-2), che schierandosi con un più “lungo” 4-3-2-1. Il tecnico e il suo staff hanno mostrato di saper scegliere bene il modo di affrontare ogni avversario, qualche volta neanche pensando al modulo della squadra da affrontare. Contro il Frosinone Inzaghi riavrà Perparim Hetemaj e non lo lascerà certo fuori. Allo stesso tempo non dovrebbe poter escludere nè Schiattarella, nè Viola. Dunque, come consuetudine di Superpippo, scelti gli interpreti, scaturirà il modulo. Il ritorno al 4-3-2-1 sembra l'opzione più percorribile: squadra equilibrata e capace di sviluppare il gioco in profondità con grande efficacia. Avere la possibilità di cambiare sarà un'opportunità in più nel corso della gara. Come è stato nelle sfide passate.