Piove. Non è una sorpresa. Ormai i meteorologi ci avvertono con abbondante anticipo. Ieri è saltata Spezia-Cremonese. In Liguria il maltempo è un pericolo costante, meglio non correre rischi, si giocherà quando si potrà. Le previsioni parlano ancora di due giorni ricchi di precipitazioni. In ambito calcistico l'importante è preservare l'incolumità di tutti. Poi si entra nell'aspetto tecnico.
Stasera alle 18 si gioca Benevento-Frosinone, una sfida tra due delle squadre maggiormente dotate tecnicamente della B. Il Vigorito ha un fondo che invidiano tutti, ma se la pioggia cade incessante da 12 ore è lecito attendersi che sia quantomeno allentato. Peccato, qualche giocata non sarà il massimo dell'estetica, ma ci può stare. Quando i campi erano meno curati di quelli odierni, al termine della partita rientravano negli spogliatoi autentiche maschere di fango. Per fortuna oggi c'è qualcosa di meglio su cui poggiare scarpette e pallone. E poi, con un pizzico di ottimismo, guardiamo le previsioni che accennano ad un lieve miglioramento nell'orario della partita.
Una volta si facevano precisi distinguo: c'è il tal giocatore forte fisicamente che è adatto ai terreni allentati, quell'altro più leggero va bene quando c'è il sole. Non ditelo a Pippo Inzaghi, lui di questi ragionamenti non ne ha mai fatti. In campo ci va chi sta meglio, a prescindere dal meteo.
Perciò le sue scelte, che ha detto di aver elaborato anche nel corso della notte, non terranno in considerazione pioggia e stato del terreno.
Le statistiche vengono in aiuto. Finora il Benevento ha incontrato il maltempo in due-tre occasioni. L'acquazzone nella seconda parte del primo tempo contro l'Empoli è stato il momento più difficile, ma anche a Castellammare non brillava il sole. Se l'è sempre cavata sempre senza difficoltà.
E allora si torna all'aspetto tecnico-tattico. 4-3-2-1 contro 3-5-2. Uno contro uno a centrocampo, poi sfida tra caratteristiche diverse: il Benevento cerca l'ampiezza con esterni bassi e con i due trequartisti dietro le punte, il Frosinone lo fa coi “quinti”. Nella duttilità dei due trequartisti (quasi certamente Kragl e Sau) probabilmente ci sarà l'essenza della sfida. La capacità di volta in volta di trasformarsi da esterni ad attaccanti dentro il perimetro potrebbe dare qualche grattacapo alla difesa ciociara. Tutto dipenderà dall'atteggiamento, Inzaghi dice che anche il fatto di averli ad 11 punti di distanza dovrebbe aiutare ad avere un grande impatto sulla gara. Di una cosa Superpippo è certo: questa partita si vince con “la prestazione, la rabbia su ogni palla, con la crescita costante di ogni giocatore”. Il Frosinone in principio era mancato soprattutto su questo, non sembrava una squadra di B, troppo accademica. Poi qualcosa è cambiato insieme al modulo. Il Benevento dovrà ancora una volta dimostrare di avere qualcosa in più dell'avversario. L'ennesimo esame da superare.
