Benevento, la stessa cultura di Superpippo

Il tecnico ha costruito la squadra a sua immagine: mai appagata e sempre affamata di vittorie

Benevento.  

I numeri del Benevento sono impressionanti. 40 punti in 17 partite, con una media di 2,35, migliore attacco con 28 gol, migliore difesa (e non solo in Italia) con 8 reti subite, 12 “clean sheet”, che tradotti in italiano sono le partite in cui la strega non ha subito gol, Montipò imbattuto da 512 minuti (l'ultimo gol incassato è stato quello di Calò a Castellammare: 28' pt), distacco abissale sugli inseguitori con la terza a 14 lunghezze. Sono i record più evidenti, una pioggia di primati che fanno intendere la dimensione di questa squadra. 

Eppure Pippo Inzaghi ha replicato con naturalezza: “Record? Dovremo abituarci a farne degli altri, ci sono ancora tante partite da giocare”. Una frase che non sentirete mai pronunciare a Superpippo è quella che si può gestire il vantaggio. Non lo faceva quando giocava, non lo fa ora che dirige dalla panchina. E' il suo mantra, la cultura della vittoria che lo ossessiona da sempre. Gli avversari? Tutti forti. E il prossimo è sempre il più forte di tutti. Vincere non è mai facile e chi ha vinto tanto questo lo sa bene. Per questo dice che il successo ottenuto contro il Frosinone è uno dei più belli di questo campionato: “Non era facile vincere questa partita, sono i miei ad averla fatta apparire semplice”.

Continua a vivere di intuiti come faceva da calciatore, come quella volta che disse: “Mi faccio paura: quando parte la palla, so già dove arriverà”. Oggi dice che già il 7 luglio, quando è partito per il ritiro, sapeva quanto valeva quella squadra che gli era stata affidata: “Devono solo continuare a farmi vedere quello che io già sapevo di loro prima di partire per le Dolomiti”. E ora che centrano un record a settimana, gli chiede di fare ancora di più: “Perchè questi ragazzi hanno perso del tempo in serie B, molti gli avevano fatto credere che fossero scarsi. Peccato, hanno solo perso degli anni di carriera”.

Quella col Frosinone forse non è stata la partita esteticamente più bella di questa stagione, ma quanti gol di Superpippo sono rimasti nella storia pur non essendo dei magnifici tiri all'incrocio? E' stata una partita di estremo pragmatismo, giocato contro una delle formazioni più forti di questo campionato. Come si fa a non aggiungere ai meriti della strega il fatto di non aver concesso quasi nulla alla squadra di Nesta? E' una delle peculiarità di questa formazione, che sembra consegnare le chiavi della partita all'avversario, lo illude e poi lo colpisce inesorabilmente. Sembra di rivedere un gol di Pippo, quando già sapeva dove arrivava la palla. Chissà, ora, forse, già sa dove arriverà la sua squadra.