(f.s.) L'era Baroni a Cremona è già finita. Un'impresa impossibile rimettere in piedi un progetto nato male, rifinito nelle ultime ore di mercato con acquisti incontrollati. Difficile gestire gli arrivi di Valzania, Kingsely, Gustafson, quando in organico si ha già gente del calibro di Arini, Castagnetti, Deli. Difficile capire come una batteria di attaccanti del calibro di Ceravolo, Ciofani, Piccolo e Palombi, con esterni come Soddimo, Renzetti, Migliore produca la miseria di 13 gol. L'unica idea che arriva è che sia colpa di chi deve gestire la situazione, dunque dell'allenatore. Così il “salvatore della patria” Baroni va via e lascia di nuovo la panchina a chi aveva pagato per gli stessi errori del tecnico fiorentino, Rastelli. Un valzer che dovrà riportare la Cremonese verso posizioni di classifica almeno più tranquille: da oggi l'ex tecnico del Cagliari si riprende la sua squadra, l'aveva lasciata con 10 punti in classifica dopo 7 giornate, la ritrova a 21 dopo 19.
EMPOLI. Ha scelto invece una strada diversa l'Empoli, forte del tesoretto del paracadute dopola retrocessione e delle tante cessioni eccellenti fatte. La società toscana ha deciso per la rivoluzione, così in attacco sono arrivati Ciciretti, Tutino e La Mantia, oltre a Pinna e Fiamozzi. Ma la campagna rafforzamento dell'Empoli non finisce qua, perchè la società ha in animo anche di sfoltire l'attuale organico con le partenze di Moreo, di Laribi (che va a Bari) e forse persino di Mancuso, il colpo dell'estate. Un compito arduo per Muzzi, che si ritroverà a dover iniziare un nuovo campionato e trovare la quadra di una squadra tutta nuova.
