Maggio, le lusinghe di Francesco Totti

Suggestivo l'incontro al Mancini, loro che si sono affrontati decine di volte in Roma-Napoli

maggio le lusinghe di francesco totti
Benevento.  

L'appeal di Pippo Inzaghi è insindacabile. La sua presenza è sempre sinonimo di grande calcio, dunque non può sorprendere che un campione come Francesco Totti gli faccia visita. In fondo sotto le imprese di quel calcio anni novanta e duemila c'è in calce ben visibile la loro firma, come quella di tanti altri campioni del calibro di Buffon, Del Piero. Pirlo. Ma la caratura del Benevento si misura anche nella conoscenza tutt'altro che occasionale tra il “Pupone” e altri giallorossi. L'abbraccio con Foggia era scontato, così come quello con Antei, a cui ha agururato una pronta guarigione. 

Ma colpisce anche lo scatto che immortala Totti con Christian Maggio. Chissà quanti derby del Sud hanno giocato contro, uno con la maglia del Napoli, l'altro con la Roma. E chissà quante volte si sono incrociati anche con la maglia azzurra della nazionale addosso. Rivedersi al Mancini è stato un altro suggestivo amarcord, magari nella mente del capitano giallorosso (non facciamo confusione, parliamo di Maggio e dei colori del Benevento) sarà passato almeno uno di quei ricordi indelebili in cui esultò in maniera particolare dopo aver affrontato la Roma. Un flash back possibile? Quello del 6 gennaio 2013, stadio San Paolo. Finisce 4 a 1 per gli azzurri, tripletta di Cavani e gol finale di Christian Maggio. Dall'altra parte c'è proprio Francesco Totti.

Se non un'amicizia, quantomeno un sentimento di stima che non è mai venuto meno, come quando al compimento dei 40 anni del “Francesco nazionale”, Christian gli inviò gli auguri sul suo profilo Instagram: “Persona speciale, campione immenso: auguri Francesco!”.

Essersi rivisti due giorni fa al Mancini non può che aver fatto piacere ad entrambi: foto confidenziale, in cui Totti sembra dire: “Sembri un giovanotto Christian”. Non sappiamo se sia stata davvero quella la frase pronunciata dall'ex capitano romanista, ma la sostanza non cambia. Maggio sta sublimando i suoi 38 anni con un campionato di caratura assoluta. La carta d'identità? Sembra averla strappata. E allora è giusto che Foggia dica: “Che continui a giocare dipende solo da lui. Può darci ancora tanto, di questo non abbiamo nessun dubbio”.