Benevento, Inzaghi nel solco della tradizione

Si continua con il 4-3-2-1. L'ex Moncini inizia dalla panchina. Coperta corta a centrocampo

benevento inzaghi nel solco della tradizione
Benevento.  

Qualche problema fisico ce l'ha pure il Cittadella. Diaw e De Marchi non si sono allenati coi compagni in settimana per i postumi dei piccoli infortuni di domenica scorsa. Il centravanti italo-senegalese (contrattura al flessore della coscia sinistra) finirà per essere regolarmente in campo, ci mancherebbe. Bisogna vedere se ci saranno conseguenze per la sua condizione generale. 

Stare bene è una priorità per Pippo Inzaghi. Lui da questo principio non deroga mai. Gioca chi sta meglio e se va in campo un undici anziché un altro significa che è quello migliore rispetto a qualsiasi possibile altra formazione.

Il sistema di gioco non cambia: 4-3-2-1, l'ormai famoso albero di Natale. Uno schema che almeno inizialmente esclude Gabriele Moncini. E' stato sin troppo chiaro il tecnico giallorosso: con l'ex spallino in campo il terminale del Benevento sarà formato da due punte d'area, a meno che il pistoiese non entri per sostituire Coda. Come dire che Coda e Moncini possono giocare insieme, ma cambiando assetto tattico. Nel 4-3-2-1 non saranno mai insieme le due prime punte giallorosse: o faranno coppia con Marco Sau, che sa fare qualsiasi cosa in attacco, compreso seconda punta ed esterno, oppure se giocheranno insieme, Inzaghi cambierà sistema di gioco. Come è accaduto contro il Pisa nell'ultimo quarto d'ora quando il Benevento è passato al 4-4-2, per intenderci.

Inutile dire che Pippo non ha alcuna intezione di cambiare assetto, per cui la squadra percorrerà il solco di sempre, potendo avvalersi per altro del rientro di Hetemaj nei tre di centrocampo.

Con l'assenza di Tello anche a centrocampo la coperta comincia ad accorciarsi. Le due uniche alternative sono Del Pinto e il giovane Basit, che non ha mai esordito in questo campionato. Vokic è sempre in fila per un ruolo da esterno o da trequatista, difficile che venga chiamato a fare il centrocampista tout court. Va anche detto che nella strategia dei cambi, Inzaghi tiene in considerazione anche poter cambiare l'assetto di gioco. Tante volte l'usita di un centrocampista ha favorito l'ingresso di un esterno, andando a disegnare il vecchio 4-4-2. E' un'alternativa in più, visto che gli esterni non mancano a Suerpippo.

Ha raccomandato ai suoi di imporre il ritmo. “Non dobbiamo giocare sotto ritmo, altrimenti si corre il rischio di perdere”. Sono due raccomandazioni in una: ritmi alti e da imporre all'avversario. Il Cittadella in casa sua è sempre abbastanza aggressivo, non bisogna essere passivi.

LE ALTRE. Diamo uno sguardo alle altre, perchè il campionato è sempre molto vivo. Si comincia con un Empoli-Chievo che è unasorta di ultima spiaggia per i toscani, che hanno cambiato tanto, ma devono fare in fretta a metabolizzare i nuovi arrivi. Poi, come sempre, ci saranno alcuni scontri diretti da brividi: su tutti Pordenone-Pescara con gli adriatici che presentano Legrottaglie in panchina (in attesa di Di Biagio) e Ascoli-Frosinone che si sono scambiati attaccanti (Trotta nelle Marche, Ardemagni in Ciociaria) sperando di stimolare la vena realizzativa degli stessi. Nessuno dei due sarà però in campo da ex. Interessante anche Crotone-Spezia. Gli squali cercano la quinta vittoria di fila, ma i ragazzi di Italiano hanno sempre nei loro desideri la zona play off.