Importanti dichiarazioni del presidente Vigorito nel corso di Ottogol. Il massimo dirigente giallorosso ha esordito sulla grande atmosfera che si è respirata nel corso del derby con la Salernitana. Non è mancata una parentesi sul progetto futuro, legato alla possibile serie A. Ecco le sue dichiarazioni.
"Ieri c'è stato un grande spettacolo sugli spalti. I fuochi d'artificio, i cori: tutto questo è il calcio. C'erano dodicimila persone che amano questo sport, il quale spesso viene diviso solo dalla stupidità, un qualcosa che di certo non alberga a Benevento. Questa è una terra che hanno conquistato quando abbiamo perso le finali, dopo le quali siamo tornati a capo chino. Adesso la musica è cambiata, stiamo vivendo qualcosa di unico. Gli applausi dei tifosi della Salernitana sono il frutto di quanto abbiamo costruito in 14 anni. Li ringrazio, così come i beneventani. Entrambe le piazze si sono unite verso una storia che questa città e questa società stanno costruendo nel mondo del calcio. Il mio ringraziamento va a entrambe le città e a coloro che amano il calcio come noi".
"Ho imparato che nel calcio non è sufficiente investire per vincere. La sua complessità mi ha affascinato sin dal primo momento, quando gli addetti ai lavori vedevano Vigorito come una slot machine per ricevere stipendi più alti. Una volta mio fratello disse che bisognava continuare ad avere uno stile di una società che punta ad alti livelli, al di là della categoria. Poi ho capito che questo ragionamento valeva anche per la vita: se si resta se stessi alla fine tutti i nodi vengono al pettine. Avevo bisogno di fare esperienza. Oggi stiamo raccogliendo i frutti di quel tipo di mentalità. Quando sono arrivato 14 anni fa, c'erano tutte le difficoltà di una città e una società che non avevano grandi trascorsi calcistici. Ci sono tanti ragazzi che sono nati direttamente con il Benevento di Vigorito, così come altri che indossavano le maglie delle squadre di serie A. Dal punto di vista calcistico, con grande rispetto per il passato, abbiamo visto la provincia accostarsi nuovamente alla città. Il 35% degli spettatori viene da fuori città, cosa che prima non avveniva. E' aumentata la partecipazione. Alla fine puoi anche non vincere, ma se perdi lo fai mantenendo il tuo stile, con la capacità di ammettere gli errori e provando a correggerli".
SERIE A - "Siamo chiamati a fare qualcosa di più rispetto a due anni fa. L'abbiamo solo guardata, partecipandoci poco. Mi auguro che questi anni di esperienza abbiano insegnato a tutti che la serie A non appartiene solo al Benevento Calcio, ma alla città. Partecipare alla serie A oggi, dove ci sono altri tipi di gestione, non è facile. Vigorito è un imprenditore alla vecchia maniera che si vedeva in altri tempi. Per competere in serie A, una società ha bisogno di grande partecipazione anche imprenditoriale. Ciò che facciamo non è sufficiente. Il progetto futuro non può ricadere tutto sulle mie spalle. Vorrei trovarmi attorno a un tavolo con qualcuno che possa fornire delle proposte e soluzioni. La serie A è una piccola miniera per tanti aspetti. Lavoriamo per non disperdere una rosa formata da calciatori validi, senza cadere nell'errore dell'altra volta in cui smembrammo una squadra per acquistare calciatori che battemmo nei play off. Abbiamo uno staff di grande livello, ottimi tifosi. Forse manca solo un tassello. Sapete i problemi che abbiamo per lo stadio e per altre questioni. Il progetto Benevento è farlo insieme: una parola che deve venire in mente a tutti gli addetti ai lavori. Se poi Vigorito deve andare avanti da solo, lo farò. E' un messaggio che invio alla città".
ARBITRAGGI - "La partita è stata difficile, anche per arbitrare. La società non protesterà come sempre, resterà solo attenta".
