Qualcuno comincia a far funzionare la calcolatrice. Troppo accattivante giocare coi numeri, scommettere sulle settimane di anticipo con le quali il Benevento metterà piede in serie A per la seconda volta nella sua storia. C'è chi si imbroncia e strofina amuleti e chi invece se ne frega. Oggi il conto è abbastanza semplice: i 17 punti di vantaggio sulla terza sono gli stessi che si guadagnano in poco meno di sei partite. Basta dare una scorsa al calendario e pensare che se nessuno riuscirà a ridurre quel gap esistente, si può dire che, sì, a Pasquetta dovrebbe essere già tempo di feste.
L'abbiamo detto e ci accorgiamo che non è proprio il momento di lasciarsi andare a questi calcoli: qui c'è da lottare tutte le settimane col coltello tra i denti, come ha mostrato chiaramente il derby con la Salernitana. Perchè è in questo momento che il campionato di serie B assume il suo volto peggiore, fatto in campo di autentici “corpo a corpo”, con poco calcio e tanto agonismo. Le squadre meno dotate tecnicamente cominciano a gettare il cuore oltre l'ostacolo dando fondo a tutte le loro prerogative: ognuno dà quello che ha e se non c'è molta tecnica, viene fuori la lotta, la battaglia. E' questo anche il momento di essere fortunati con gli arbitri. Molti di loro sono in linea con le nuove direttive, incombe il Var e non si può sempre far finta di niente: un'area di rigore diventa una sorta di campo di battaglia, dove ha ragione chi si aggrappa meglio all'avversario. Col Var verrebbero fuori parecchi rigori in più, oggi c'è da sperare che l'arbitro stia più attento.
In tutto questo ragionamento appare evidente che il Benevento dovrà continuare a fare la corsa su se stesso. E' stato quello il segreto di tutto: la strega ha navigato su una linea retta senza mai spostarsi, mentre gli altri si accapigliavano tra di loro. La differenza la fa sempre la continuità.
CALENDARIO INSIDIOSO. Da qui alla prossima sosta di campionato (29 marzo dopo l'undicesima) ci sono otto gare da giocare tutte d'un fiato e non si può dire che il calendario sia per così dire “amico”: i giallorossi avranno da giocare cinque gare fuori (Cosenza, Entella, Perugia, Cremonese, Empoli) e appena tre in casa (Pordenone, Spezia e Pescara). Una ragione in più per non abbassare mai la guardia e cogliere ogni occasione possibile senza accontentarsi. A cominciare dalla trasferta di Cosenza, dove il Benevento troverà un avversario disperato, che è già agli appelli alla propria tifoseria e che deve fare a meno di un bel po' di titolari. Un'occasione da cogliere, ben sapendo che nulla è facile come sembra e che anche un Cosenza in ambasce può avere tante frecce al proprio arco. Dunque prudenza e determinazione. Armi che non dovranno mai abbandonare la strega, anche se il vantaggio in classifica indurrebbe a pensare il contrario.
LE ALTRE. Può essere un vantaggio per la capolista che alle sue spalle ci sia bagarre. Ma non dovrà mai far conto solo su questo. Certo è che basta dare un'occhiata ai punti che hanno in classifica per capire che anche se non sono veri e propri scontri diretti, coinvolgono squadre che hanno ancora in mente di poter cogliere un risultato di prestigio. Se l'ultimo posto nella griglia play off oggi è occupato dal Pescara a 32 punti, come si fa a non dare speranze di risalita alle formazioni fino al 16° posto dove c'è l'Empoli che di punti ne ha 27 (basta una partita e mezza per recuperare...). Rischiano in tanti, verrebbe di dire che rischiano tutti. E' persino difficile trovare la partita più interessante, così come sembra impossibie fare dei pronostici. Belle Cittadella (33)-Empoli (27) e soprattutto Perugia (33)-Spezia (31), senza ignorare Entella (31)-Pescara (32).
Le più scontate sembrano Pordenone (35)-Livorno (13) e Salernitana (33)-Trapani (19). Il resto saranno autentiche battaglie. Eccole: Ascoli (30)-Juve Stabia (28), Venezia (27)-Frosinone (34), Crotone (34)-Cremonese (23), Pisa (29)-Chievo (30). Buon divertimento a tutti... e lasciate perdere la calcolatrice.
