Inzaghi-Braglia, sfida a scacchi

Si rispettano, ma cercano entrambi la vittoria: il tecnico giallorosso non cambia assetto

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Benevento.  

Va in campo al San Vito-Marulla mentre a San Siro si celebra il 172° derby della Madonnina, il suo derby. Superpippo è totalmente immerso nell'avventura giallorossa, ha una missione da compiere, riportare il Benevento in serie A e non ha pensieri che per quella. In settimana ci ha pensato Sky a ricordargli che di quel derby milanese è stato spesso protagonista (4 i suoi gol al Meazza contro i nerazzurri), ma le attenzioni sono tutte rivolte al “suo” Benevento, a questa sfida infida in terra calabrese. In settimana anche i mass media non hanno fatto altro che sottolineare le assenze che costrigeranno Braglia a cambiare per l'ennesima volta la sua formazione. Già, per l'ennesima volta. Vuol dire che il tecnico toscano non ha mai trovato la quadratura giusta e cambiare ancora alla fine può anche non essere così traumatico. D'altro canto, a dispetto della classifica, l'organico della squadra cosentina è abbastanza livellato: se esce un giocatore ce n'è pronto un altro pressochè della stessa caratura. Fa bene, insomma, Inzaghi a non fidarsi e a dire che Braglia ne sa sempre una più del diavolo.

PIPPO. Da parte sua, Inzaghi, le scelte le ha più o meno fatte. Ha ancora qualche allenamento per pensarci, ma le idee sono abbastanza chiare. Ha detto che vuole dare certezze ai suoi, segno che non ci saranno salti nel buio, né nella scelta dell'assetto tattico né in quello dei giocatori. 4-3-2-1 era e 4-3-2-1 sarà. Ci ha pensato a qualche variante. Il 4-4-2 è da scartare per mancanza di interpreti, del 3-5-2 dice che la sua squadra saprebbe farlo senza problemi, ma preferisce tenerselo per il prosiego della gara. In quanto ai giocatori da mandare in campo, bè, le incertezze maggiori sono per la difesa: enra Barba e su questo, pensiamo, non ci sono dubbi. Lì potrà scegliere un po' come vuole: può inserirlo da esterno sinistro, spostando Letizia a destra e tenendo in mezzo Volta e Caldirola. Oppure far giocare l'ex Valladolid da centrale per avere un eventuale alternativa in panchina (Volta) e mandare semplicemente Gyamfi a sostituire Maggio e tenere Letizia al suo posto.

A centrocampo c'è poco da meditare: Hetemaj, Schiattarella e Viola, non si scappa. Esterni Insigne e Sau, primo attaccante Coda. Ma ci potrebbe anche essere la sorpresa Moncini, considerato che il bomber di Cava ha avuto un po' di influenza in avvio di settimana.

BRAGLIA. Conferenza al Marulla prima dell'ultimo allenamento. Il tecnico toscano dice che dei numeri della classifica (31 punti di distacco) “bisogna fregarsene”, che una volta di più c'è bisogno di “cattiveria, grinta e determinazione”. Dice che bisogna mettere da parte gli errori che stanno penalizzando la squadra, magari ragionando di più e gettando via meno punti. “Avessimo avuto più criterio negli ultimi minuti forse avremmo qualche punto in più e saremmo più tranquilli”. Chiaro il messaggio ai suoi: mai come questa volta anche un pareggio sarebbe risultato accettabile, in qualche frangente bisogna sapersi accontantare. Infine dice alla squadra (che probabilmente schiererà col 3-4-3) di farsi trascinare dal pubblico, che è stato chiamato a fare gruppo anche stimolandolo con l'abbassamento del prezzo del biglietto.

Il Benevento sa bene che troverà un clima da ultima spiaggia e un avversario più che determinato, ma è consapevole anche della sua caratura tecnica. E da quella deve trarre come sempre la propria forza per superare anche questo esame.