Sorpresa del presidente Vigorito che prima della conferenza stampa di Inzaghi ha effettuato un annuncio importante sul futuro del tecnico. Ecco le sue parole:
"Inzaghi ha rinnovato per il prossimo anno. E' una cosa che avevamo deciso prima di Natale, anzi forse nel giorno stesso in cui ci siamo conosciuti. Quello che mi dispiace è che avrei voluto dare la notizia già tanto tempo fa. Oggi potrebbe sembrare una conferma scontata, ma sarebbe stato riconfermato anche se stessimo lottando per non retrocedere. Questa società ha avuto modo sin dal primo momento di lavorare con grandi professionisti che ci hanno dato tantissimo. Abbiamo riscontrato una unità d'intenti che ci ha permesso di impostare un discorso lungimirante, per tale motivo al di là dei risultati sportivi che favoriscono tutto, questo nostro modo di essere sin da Pinzolo a me hanno dato molto, sia sul piano della serenità che della pianificazione. I contratti sono stati sottoscritti già da mesi, ma non lo abbiamo detto perché volevamo annunciarlo insieme".
"Due anni fa c'è stata da parte mia per primo una sorta di delirio di onnipotenza. Dissi addirittura "Dio me l'ha data e guai a chi la tocca". La verità è che non pensavamo di arrivare in serie A, quindi la gioia ci fece fare l'errore di pensare che la meritassimo. Dissi anche che avremmo aperto un ciclo di tre anni per ritornarci, ma non avevo fatto i conti con qualche allenatore pronto a battere tutti i record. Foggia sin dal primo giorno lavora per questo obiettivo. La sera in cui mi ha presentato Pippo, li ho visti ripercorrere quello che sarebbe stato il cammino di quest'anno. In quel momento capii che avevamo inserito il tassello giusto per tornare in A. Questa volta è un traguardo meritato, perché Foggia è stato capace di rimodulare la squadra che ha perso i play off. Probabilmente neanche se avessimo vinto il campionato lo scorso anno saremmo stati pronti. Ci vuole un progetto. Questo è l'anno della maturazione del progetto che sta portando avanti Foggia, con una società che gli sta vicino ovviamente. Quando parlo di Foggia intendo il punto di arrivo di tutta l'organizzazione tecnica e sportiva che sta attorno alla squadra. Abbiamo versato l'esperienza di 14 anni di presidenza. Mi sono trovato al fianco uomini che hanno costituito il punto di arrivo di quello che volevamo. Tutta la città è più matura. Chi non è ancora pronto non è il popolo giallorosso, ma ciò che dovrebbe esserci attorno a una squadra e a una città come questa, come il tessuto commerciale e istituzionale. Non vogliamo essere un'oasi, ma un ramo che si allarga e prende un po' tutti. Mi auguro che questa volta si capisca che non è solo una festa, ma una conquista che può portare benefici sotto tutti i punti di vista. Tutti abbiamo vinto. Sarebbe il caso che si muovesse anche qualcosa di diverso e che situazioni pendenti, come quella dello stadio, venisse affrontata con serenità e determinazione. Per molti anni c'è stato un uomo solo al comando, ma così non si va da nessuna parte. Sono sicuro che chi di dovere non mancherà all'appello".
"Il sistema calcio ha creato troppe differenze tra le varie società. E' diventato un business. Quando si va nei grandi supermercati, chiudono i piccoli. Il calcio è il centro di un giro di affari e di interessi notevoli. Quando dei fondi internazionali prendono delle società, entrano in ballo altri interessi. La B è una di quelle posizioni intermedie che ha conservato i vecchi aspetti, ma è un'ascensore. Personalmente mi fa male l'ascensore. Vorrei avere un programma più stabile, ma da solo non è conquistabile. Noi vorremmo avere una squadra in A che dia respiro al turismo, al commercio e che dia visibilità all'intera città. I benefici non vanno a Vigorito. Questa nuova occasione deve essere presa al volo. Se dobbiamo affrontare il calcio vero, occorre crescere tutti. La squadra non è del presidente, ma della città. Io l'amministro soltanto. Non c'è bisogno di aprire la tasca, basta la collaborazione e non sentirsi solo. Una realtà come questa partecipa a una serie A con dieci squadre su venti, perché le altre non sono alla nostra portata. Inzaghi da tempo sta chiedendo maggiore collaborazione allo stadio. Devo prendere atto del bacino di utenza di una società come questa. Quello che si vede allo stadio è enorme, ma c'è un altro che viene invitato regolarmente e al quale chiediamo collaborazione. Così faremo una grande serie A".
