Benevento, una serata surreale

Stirpe del Frosinone chiedeva che l'attività fosse sospesa del tutto

benevento una serata surreale
Benevento.  

Le vittorie al tempo del coronavirus non valgono di meno, anche se sono accompagnate da un naturale sentimento di preoccupazione. Il presidente del Frosinone, Stirpe, ha proposto lo stop dei campionati, soprattutto quelli di B e C. E forse siamo d'accordo con lui. La B, come la C, non ha l'esigenza delle Coppe, né il pensiero di dover dare dei suoi giocatori alla Nazionale per l'Europeo. Ne ha fatto anche un problema economico Stirpe: non ci saranno introiti dal botteghino e inoltre bisognerà risarcire gli abbonati. Per le società più piccole (ma anche per le altre...) non è una perdita di poco conto. 

Come sempre, è naturale, la salute della gente viene prima di ogni cosa. Le prescrizioni della Lega, però in alcuni casi, sembrano ai limiti del surreale. Recita il punto 9 della Circolare 20 emanata dalla LNPB: “Line-up squadre pre-gara, senza stretta di mano: si suggerisce eventualmente (come in passato) di salutare il pubblico semplicemente al momento del fischio dell’arbitro, anche senza quindi che i calciatori “scorrano” uno davanti all’altro; al punto 10, di conseguenza, si scrive: “evitare, per quanto possibile, i contatti durante il saluto di fine gara, a metà campo, tra squadre ed arbitri”. Lungi da noi la voglia di far polemica, il momento difficile della Nazione non lo consente. Ma un dubbio viene: i due capitani non si daranno la mano, così come i componenti delle due squadre. Giusto in uno sport non di contatto (la pallavolo, il tennis ecc), ma nel calcio alla prima mischia in area i giocatori si metteranno le mani addosso senza badare ai contatti, altro che stretta di mano... Ecco perchè, considerando il momento estremamente serio, la pensiamo come il presidente frusinate Stirpe. Meglio fermare tutto.

Si giocherà in uno scenario surreale: niente pubblico, niente bambini per il cerimoniale di ingresso, nessuna intervista dopo la partita, né in mix zone, né in sala stampa. Solo la partita, nuda e cruda.

La sfida è quella tra Benevento e Pescara. Sul piano della classifica direbbe ben poco, tra sanniti e abruzzesi ci sono 31 punti di distacco. A renderla diversa dalle altre c'è quella sconfitta dell'andata che appartiene decisamente al passato: era il 26 ottobre, il Benevento già in testa fu raggiunto dal Crotone. Il Pescara si portò a 5 lunghezze, strizzando l'occhio ai play off e all'alta classifica. Non pensava affatto la squadra abruzzese che nell'arco di un girone quei 5 punti di distacco sarebbero diventati 31. Il Benevento ha viaggiato a ritmi stratosferici, il Delfino si è fermato spesso.

LE SCELTE. Inzaghi dovrebbe tornare più o meno alla formazione iniziale contro lo Spezia. Sostituirà Letizia, squalificato, con Maggio, terrà Barba a sinistra, mentre al centro dovrebbero essere utilizzati Tuia e Caldirola. Centrocampo senza variazioni: Hetemaj, Schiattarella e Viola. Gli esterni dovrebbero tornare ad essere Insigne e Sau, con Moncini punta più avanzata.

Il Pescara ritrova Ledian Memushaj dopo la squalifica, probabilmente anche Bettella e Busellato, che erano febbricitanti mercoledì a La Spezia. Farà però a meno di Palmiero e Drudi squalificati. Legrottaglie non sembra scomporsi, con la materia prima che ha di più non potrebbe fare di questi tempi.

Nella foto la stretta di mano tra i due capitani: domenica sera non ci sarà