La parola d'ordine è “terminare i campionati”. Se la sono passata senza esitazioni in A e in B le due Leghe unite in conference call. La posizione della Lega di A è condivisa da tutte le altre Leghe europee: “terminare l'attività sportiva concludendo nei prossimi mesi i campionati nazionali, riprendendoli quando le condizioni sanitarie lo permetteranno”. La Lega di A ha costituito anche dei tavoli di lavoro per affrontare l'emergenza, con la partecipazione delle società e che riguarderanno tematiche mediche, tecnico-sportive, di rapporti istituzionali e di risk assessment (valutazione del rischio).
Sembra dunque prevalere il buon senso guardando al “dopo”. Perchè sarebbe da stupidi, oltre che da ipocriti, fare come gli struzzi, nascondere la testa sotto il terreno per non vedere cosa sta accadendo senza pensare a ciò che potrà accadere dopo. E' il momento, in via prioritaria, di tutelare la salute di tutti, così come è il momento della solidarietà, ma è anche l'ora della lungimiranza, per non farsi trovare impreparati quando questo incubo sarà passato.
E' nel buon senso e nell'essenza dello sport non gettare via tutto quello che si è fatto finora, così come è auspicabile che si possa al più presto programmare la ripresa, stilando nuovi calendari per le partite che restano da disputare.
Certo, in questo, Lega di A e di B mostrano esigenze differenti: nella Lega più grande c'è anche il nodo delle Coppe Europee e del Campionato d'Europa per Nazioni. La B, è indubbio, ha “una più ampia marginalità di programmazione” (come ha detto Gravina), dovendo recuperare dieci giornate “tout court”.
Nell'ultimo consiglio federale la Figc aveva auspicato che le Leghe avessero un pensiero comune sul da farsi, così che nel nuovo Consiglio indetto per lunedì 23 marzo le idee fossero già chiare sul prossimo futuro. Gravina aveva esposto lui stesso delle ipotesi su cui si potrà discutere nella prossima riunione: quella più estrema della non assegnazione del titolo di Campione d’Italia e conseguente comunicazione alla UEFA delle società qualificate alle coppe europee; quella di far riferimento alla classifica maturata fino al momento dell’interruzione; infine quella di far disputare solo i play off per il titolo di Campione d’Italia ed i play out per la retrocessione in Serie B.
Ma dalle riunioni delle Leghe di A e B sono emerse altre visioni (condivise come detto anche dalle altre Lege Europee): la principale è quella di terminare in qualsiasi maniera possibile i campionati in corso. Segno che uno spiraglio esiste e che non si vuole lasciare nulla di intentato perchè questa stagione possa terminare nei crismi della regolarità.
