Gravina: "Dobbiamo salvare i campionati"

Intervista del presidente Figc al Corriere dello sport: "Grave errore congelare una classifica"

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Benevento.  

Questo virus ha sconvolto le nostre vite, ci ha proiettati in qualcosa di irreale e complicato da accettare, ma non può vietarci di pensare al futuro con fiducia e con la speranza che a breve tutto questo diventi solo un brutto ricordo. 

E' per questo che parliamo ancora di calcio: lo sport è una finestra di aria pura aperta sul futuro, qualcosa in più di una semplice speranza. E allora è legittimo che chi abbia a cuore anche le sorti del calcio, delle proprie squadre del cuore, attenda il Consiglio Federale del 23 marzo con comprensibile attenzione per conoscere il futuro della stagione brutalmente interrotta.

A tal proposito, oltre alle idee scaturite dalle assemblee delle due Leghe di A e B, c'è da sottolineare una bella intervista rilasciata da Gabriele Gravina, presidente della Figc ad Alessandro Barbano del Corriere dello Sport, di cui prendiamo in prestito qualche brano. 

L'incipit di Gravina è lucidissimo: “Il mio primo pensiero è quello si dalvare la salute di tutti gli uomini di sport. Ma poi spero di poter salvare anche i campionati”. Pensiero chiarissimo, sulla stessa lunghezza d'onda di quello delle due Leghe. Restano da stabilire i tempi, quelli che dipenderanno dalla virulenza della pandemia. “Abbiamo una dead line”, spiega Gravina. “La data è quella del 30 giugno: quel giorno scadono contratti, assicurazioni, licenze. Finisce l'anno calcistico. Andare oltre vuol dire introdurre modifiche reglamentari eccezionali”. Il presidente è favorevole al rinvio del campionato Europeo: “Fa da tappo allo slittamento dei campionati: se non togli il tappo si corre il rischio di far esplodere la bottiglia”. Gravina parla anche di possibili tempi di recupero delle partite rinviate: “Per me servono 45-60 giorni: in due mesi portiamo tutto a termine con certezza. Non credo si possa riaprire ad aprile, ma se anche arriviamo a maggio si può fare”.

LINEA DI SEPARAZIONE. Il presidente Gravina suddivide l'assegnazione dello scudetto dalle promozioni e retorcessioni. “Il titolo in via teorica potrebbe anche non essere assegnato, ma tutto il resto si deve stabilire. Rinunciare a promozioni e retrocessioni sarebbe una violazione degli interessi soggettivi di tante società. Congelare una classifica penso sia un errore da evitare perchè il valore della competizione va salvaguardato. Dobbiamo dare delle chance a chi ha investito tanto su un obiettivo sportivo. Questo vuol dire giocare il più possibile: portarci avanti col campionato e finirlo, se possibile. Se non fosse possibile dobbiamo trovare una formula che salvi la competizione, anche play off e play out”.

IL CONFRONTO. Già nell'ultimo consiglio federale Gravina ha chiesto alle Leghe di fare le proprie proposte e di discuterle il prossimo 23 prima di ricominciare a giocare. “L'ultima parola spetta alla Federazione, non ad altri”.