E' uno che non ha bisogno di presentazioni. Ghigo Gori ormai è parte integrante della storia del Benevento Calcio, avendo alle spalle la bellezza di ben undici stagioni vissute con la maglia giallorossa. Nell'estate del 2018, quando ci fu il suo ritorno dopo l'esperienza al Venezia di Pippo Inzaghi, il presidente Vigorito annunciò di averlo ricontattato perché, oltre a essere un portiere di livello e un professionista esemplare, garantisce con la sua presenza la vittoria finale. In effetti nel Sannio Gori ha trionfato per tre volte ed è vicinissimo alla quarta promozione, quella che porterebbe la Strega in serie A. Questa volta, però, l'estremo difensore non ha alcuna intenzione di mancare all'appuntamento:
"Parlo spesso con Foggia. Ho letto le sue parole nei miei riguardi, mi riempiono d'orgoglio e mi fanno piacere. Quando ci sarà l'opportunità ci siederemo a tavolino e decideremo del mio futuro. Vedremo cosa ne uscirà fuori. Qui a Benevento mi manca solo la massima serie. Far parte della rosa sarebbe una grandissima occasione. Esordire per un solo minuto sarebbe il coronamento di un sogno, anche perché aver giocato in tutte le categorie professionistiche con la stessa maglia non è cosa da poco. L'importante sarà esserci, poi chissà: può darsi anche con una mansione diversa. Sarà tutto più chiaro dopo aver parlato con Foggia".
Restando in tema di promozioni, due giorni fa c'è stato l'anniversario di quella del 2008 che riportò il Benevento in C1. Cosa ricordi di quell'annata?
"Custodisco gelosamente i ricordi di ogni vittoria. Porto nel cuore tante cose belle, ma sono anche un po' rammaricato perché qualcuno dei protagonisti di quella cavalcata non c'è più : due su tutti Carmelo e Ciro Vigorito, ma il mio pensiero va anche a chi lavorava dietro le quinte come Gaetano Allegretti o Giovanni De Caro".
Credi che la rosa attuale sia la più forte con la quale tu abbia mai giocato?
"Ogni squadra che ha vinto è stata all'altezza della situazione, mostrando delle qualità importanti. Questo Benevento è fortissimo, lo dimostrano i numeri, ma non mi sento di dire che è stato il migliore per non sminuire le altre splendide rose che hanno vestito questa maglia. Ciò che ha caratterizzato ogni promozione è stata la grande unione del gruppo, questo è indubbio".
Un gruppo unito che quest'anno ti ha eretto come un vero e proprio simbolo e totem dello spogliatoio.
"Li ringrazio di cuore, ma ognuno dà il suo prezioso contributo. In questo momento di emergenza manca proprio il gruppo: lo stare insieme, vedersi e scherzare. E' lo spirito ciò che sta facendo la differenza".
Ci spieghi l'esultanza con Insigne al termine di ogni gol?
"E' nata per caso. Con Roberto ho un buonissimo rapporto, in questo gesto c'è anche un pizzico di scaramanzia. Abbiamo cominciato con il Cittadella, poi ha continuato a segnare ed è diventata un'abitudine abbracciarci dopo il gol. E' un gesto di rispetto reciproco".
Che idea ti sei fatto di questa emergenza?
"E' una vera e propria tragedia perché i morti sono tanti. Per quanto riguarda i campionati sono tra quelli favorevoli alla ripartenza, ma solo dopo che sarà garantita la salute di tutti".
Sei d'accordo sul ritiro quando cominceranno gli allenamenti?
"Penso sia giustissimo, poi ogni società si organizzerà a modo suo. Sarà importante tenere la situazione sotto controllo per tutelare la salute che è il bene primario".
Ai tifosi cosa vuoi dire?
"Non posso fare altro che ringraziarli. Da sempre mi fanno sentire come se fossi a casa. Anche adesso mi chiamano spesso, chiedendomi se necessito di qualsiasi cosa. Mi dispiace molto che la possibile ripartenza avverrà a porte chiuse, ma sono certo che anche lontani dallo stadio ci faranno sentire tutto il loro calore come sempre".
