Benevento, l'importanza del 30 aprile

E' una data che viene celebrata come festa cittadina. La promozione in serie B un punto di svolta

benevento l importanza del 30 aprile
Benevento.  

La vita di ogni uomo è scandita dai ricordi, da quelle esperienze che contribuiscono a plasmare il proprio essere. Ci sono delle date che intervallano l'esistenza, come i capitoli di un lungo romanzo, pronte a rievocare quelle emozioni che per qualche istante hanno interrotto la monotonia quotidiana, portando direttamente in una dimensione sacrale in cui non esiste altro che la felicità. 

A Benevento, una di queste date è senza dubbio quella del 30 aprile. Da ormai quattro anni, questo giorno porta con sé un'aria frizzantina, capace di riecheggiare quei tre boati che hanno scandito un pomeriggio primaverile in cui questa terra si è finalmente risollevata per abbracciare un sogno. 

Sognare è bello. Ti permette di vivere una realtà alternativa, in cui l'incoscio regala l'emozione di provare con mano ciò che si desidera di più. I tifosi del Benevento speravano nella serie B da decenni, ma non arrivava mai. Sembrava quasi come una bella donna che, nonostante il continuo corteggiamento, non ne voleva sapere di stringere tra le sue braccia questo popolo. Da lì il senso di frustrazione che spesso ha portato a vivere con esasperazione le sconfitte, le quali restano sempre le insegnanti migliori per avvicinarsi alla perfezione.

Ciò che hanno fatto i ragazzi di Auteri è marchiato a fuoco nella storia di questo territorio. Regalare la serie B pochi mesi dopo il dramma dell'alluvione, mostra quanto il calcio possa rappresentare un riscatto sociale per una realtà. C'è da sorridere quando, anche nell'attuale momento di crisi, si parla di questo sport solo per i milioni che circolano tra le varie società, relegandolo a un posizionamento infimo nella scala dei valori. Ai tifosi questo non interessa. A loro basta vivere quei novanta minuti di spensieratezza, in cui il mondo si ferma e si aspetta soltanto che una sfera tocchi una rete per buttare fuori tutti i problemi che la vita, severa ma bella, impone. 

Il 30 aprile è il simbolo di un riscatto. Un esempio per chi negli anni insegue un sogno. Con perserveranza, progettualità e serietà si può ottenere tutto. Un messaggio di vita che il Benevento ha lanciato non solo ai suoi appassionati, ma a tutta Italia che con il tempo ha cominciato ad apprezzare sempre di più questa realtà che attira simpatie proprio per il suo modo di essere "diversa" rispetto a tante altre del meridione. 

Gli "Immortali" non verranno mai dimenticati, così come tutti coloro che non hanno avuto modo di vivere quel giorno come Ciro Vigorito e Carmelo Imbriani.

Se oggi il Benevento è pronto a ritornare in serie A è anche perché c'è stato un 30 aprile 2016. Quando il sogno è diventato realtà e la Storia è tornata a fare visita nel Sannio, terra che spesso ha raccolto meno di quanto meritasse ma che attraverso il calcio sta trovando il proprio riscatto, destandosi felicemente dal suo abituale status di "dormiente".