Dopo aver letto la proposta della Lega A, votata da ben sedici club su venti, sono riecheggiate nella mente le parole del presidente Vigorito pronunciate qualche settimana fa. Il massimo dirigente giallorosso sottolineò l'apertura ad accettare qualsiasi decisione sul destino dei campionati, a patto che siano inevitabili e non dettate dagli interessi di società che nel calcio italiano presentano un peso specifico maggiore.
Tutto questo è avvenuto ieri sera, quando la Lega A ha proposto il blocco delle retrocessioni nel momento in cui il campionato dovesse essere sospeso in maniera definitiva. Una procedura promossa soprattutto da quei presidenti che versano in una condizione di classifica pericolosa e che estrometterebbe il Benevento, considerato che non si prevedono riforme sostanziali al format in vista degli Europei. Gli stessi hanno messo in risalto la volontà di preservare il merito sportivo, ma così facendo non fanno altro che ucciderlo per badare al proprio orticello, cancellando ciò che il campo ha detto in oltre metà stagione. Come può un Brescia continuare a stare in serie A dopo aver conquistato sedici punti in ventisei giornate, a scapito di un Benevento che ha passeggiato sul torneo cadetto? Che messaggio ne uscirebbe? E' un discorso che riguarda sì la Strega che indirettamente è stata ancora una volta mancata di rispetto, ma ingloba tutto il sistema calcio perché al posto del Benevento poteva starci qualsiasi altra società: il senso non sarebbe cambiato.
Per fortuna si tratta solo di una proposta. La Figc, se non modificherà il suo modus operandi, scarterà tutto per rispettare il campo con la conferma delle retrocessioni nella riunione di lunedì, rilanciando poi la formula degli spareggi in caso di sospensione o, in ultima ipotesi, la cristallizzazione con l'algoritmo. Alla truppa di Inzaghi tutto questo non fa altro che aumentare la voglia di tornare in campo e chiudere la pratica: mancano solo otto punti, poi nessuno potrà mai più mettere in dubbio i meriti del Benevento.
