Vigorito: "Andremo in A tutti insieme"

"E' questa la parola magica. Io, Foggia e Inzaghi malati di calcio. Ma loro due sono il calcio"

vigorito andremo in a tutti insieme
Benevento.  

Ha seguito la squadra in questa trasferta di Empoli come ha fatto per la maggior parte del campionato. Questa volta però in cuor suo c'era quella voglia mal repressa di brindare alla matematica promozione in serie A. Il presidente Vigorito riesce comunque a mantenere il suo solito aplomb: “Un po' dispiace, soprattutto per i tifosi. Dovranno aspettare ancora qualche giorno. Loro sono stati bravi, hanno conservato le bandiere e gli striscioni come avevo sempre consigliato, ora so che la città è tutta giallorossa e voglio ringraziarli per quello che stanno facendo. E' stato apprezzato molto anche dai giocatori”. 

Il presidente insiste sul modo in cui si andrà nuovamente in serie A: “Ripeto quella parola magica: andremo in A tutti insieme, diciamo che manca solo la “e” finale. Bisogna anche trovare il lato positivo delle cose: avremmo dovuto festeggiare dopo tante ore di treno, invece festeggeremo lunedì che saremo più riposati”. 

Il suo cruccio è quello stadio con le porte chiuse: “Mi dispiace del distanziamento, spero che i tifosi festeggino dai balconi, noi passeremo con i pullman anche nei posti più difficili da raggiungere. Abbiamo pronti quattro pullman piccoli, dico alla tifoseria di dare il suo senso di sportività”.

La partita non lo ha deluso, Montipò ha messo da parte il 18° clean sheet della stagione, mica una cosa da niente: “Abbiamo difensori importanti, una squadra importante, uno staff importante: se l'Empoli è lontano 30 punti da noi, questo vuol dire che il Benevento ha coagulato tutto quello che serviva per vincere. Soprattutto non ha mollato mai ed ha incarnato i veri gladiatori. Tutti i giocatori sono felici di poter essere nel Sannio: solo così si raggiungono questi traguardi, con una squadra armonica. Qualcuno un giorno ci batterà, ma dovrà sudare sette camicie per farlo. Questi ragazzi non vogliono perdere mai”.

C'è stato certamente un momento in cui il presidente ha capito che questo sarebbe stato un anno da ricordare: “Ho capito che questo era il momento del Benevento quando abbiamo festeggiato i 90 anni: quella sera ho detto che saremmo andati in A e ci saremmo rimasti. In realtà ero andato via dal ritiro lasciando un gruppo che dopo una settimana era già una squadra: erano tornate le vecchie abitudini del calcio, in un ritiro spossante anche scherzare è una fatica. I giocatori coltivavano semi nel loro corpo perchè germogliassero. All'inizio abbiamo anche preso un po' di grandine, ma già allora si vedeva che era una squadra che non si sarebbe mai piegata. Non potevo presagire i record, ma si vedeva che avrebbe potuto fare cose importanti”. 

Uno sguardo anche alla festa che sarà, che coinvolgerà tutto il Sannio: “Sono ogoglioso che la provincia sia stata presente con quasi 3.500 abbonati. Il lockdown ci sta facendo capire quanto sia bello vivere l'atmosfera nello stadio. Ora i momenti brutti in cui non ci si capiva sono passati: usiamo sempre la stessa parola: “Insieme”. Vuole dire migliorare se stessi. Questa parola avrà un grande significato anche in serie A”.

Per finire parole al miele per Inzaghi e Foggia: “Io, Foggia e Inzaghi siamo malati di calcio. Anzi loro due sono il calcio e hanno incarnato questo sport come uomini vincenti. Mi sento fortunato perchè sono in una società in cui tutti quelli che sono intorno a me amano il calcio”.