La storia. Ghigo, il testimone

Protagonista di tutte e quattro le promozioni dalla C2 alla A dell'era Vigorito

la storia ghigo il testimone
Benevento.  

La sera delle festa tutti indossano la maglietta celebrativa. Suggestiva con quella scritta “A suon di record” e con la lista di tutti i giallorossi che hanno costribuito all'impresa. Lui no, ne ha una diversa. E questa volta non solo perchè è un portiere e di prassi veste una maglia differente dagli altri. No, questa volta Ghigo Gori s'è voluto regalare una maglietta celebrativa personalizzata, roba da brividi. E' un excursus della sua avventura a Benevento, iniziata addirittura nel 2006. Viene quasi da dire: e chi se la ricorda più? Quell'ingaggio a sorpresa con la società che avrebbe voluto tenere Mordenti, portiere del campionato precedente, ma che nel frattempo aveva persino preso un francese, Eric Allibert dal Rouen. Un ripensamento, un rifiuto ed ecco arrivare da Taranto questo fil di ferro che risponde al nome di Piegraziano Gori, che ha appena compiuto 25 anni ed ha già messo da parte qualche esperienza in B con l'Ancona. Inizia lì l'avventura di Ghigo in giallorosso, capace, con qualche interruzione, di legarsi al Sannio da oltre 15 anni. 

Chiamatelo il “testimone” o in maniera più riduttiva il “portafortuna”: sta di fatto che lui ha vissuto tutte e quattro le promozioni dell'era Vigorito: dalla C2 fino alla A, conquistata due volte. E allora come volete che non personalizzi quella maglia e vi scrivi su: “Il poker è servito”. Sulle spalle le date dei trionfi: 13 aprile 2008, la promozione in C1; 30 aprile 2016 quella in B; 8 giugno 2017 quella in A. Infine questa del 29 giugno 2020, ancora in A.

Gli manca di mettere lo zampino in questa impresa, anche se Inzaghi quando parla di lui lo indica già come uno dei protagonisti principali di quello che s'è fatto: “Gori – dice Superpippo – è stato un fantastico uomo spogliatoio insieme a Del Pinto. Sono stati la nostra forza, mi hanno aiutato a costruire questo gruppo. E poi la crescita di Montipò è dovuta anche dal fatto di avere alle spalle due grandi portieri come Gori e Manfredini”.

L'elogio non era in discussione, Ghigo è stato un puto di riferimento del gruppo sin dal ritiro di Pinzolo, dove per altro dava anche sfoggio delle sue doti di portiere. Dopo l'elogio arriva anche la promessa: “Da qui alla fine sia lui che Manfredini giocheranno sicuramente. Del resto si tratta di portieri fortissimi, assolutamente all'altezza della situazione”.

Ghigo, il testimone di una scalata incredibile del Benevento verso il calcio che conta. E, siatene pur certi, non è finita qua...