Benevento generoso: ha dato tutto quello che aveva

Troppe assenze e tutte nei punti chiave della squadra. Sau, decimo centro senza rigori

benevento generoso ha dato tutto quello che aveva
Benevento.  

L'errore da non commettere questa sera è quello di sottovalutare il pareggio ottenuto contro il Venezia. Tra l'altro la squadra di Dionisi va fiera del suo percorso esterno, secondo solo a quelli di Benevento e Cittadella. Già, giocasse solo in trasferta, la squadra veneta sarebbe terza in classifica: 26 punti, 6 vittorie, 8 pareggi, 3 sconfitte. La premessa è d'obbligo, anche per capire il modo di giocare spregiudicato dei lagunari, che non assomiglia a nessuna delle squadre che giocano questo campionato.

Certo, allo stesso tempo, sembra difficile credere che il Benevento dei momenti migliori non sarebbe riuscito a venire a capo di questa partita. Ma perdere molti dei suoi punti di riferimento, di quelli che hanno formato la struttura portante della squadra che ha stravinto il campionato, non può essere solo un dettaglio. Più che le scarse motivazioni hanno colpito le assenze: Caldirola, Schiattarella, Viola, Kragl, Coda e lo stesso Moncini che ha iniziato dalla panchina. Una squadra letteralmente smontata, dai connotati diversi da quelli della compagine che ha stravinto il campionato. Lo abbiamo già detto: il calcio è un gioco semplice, non c'è nulla da inventare. Se ad una super-squadra togli la spina dorsale non è poi così facile ritrovare i meccanismi vincenti.

Detto questo, va sottolineato che il Benevento ha giocato una partita di grande determinazione, cercando sempre la vittoria, anche quando le forze sembravano venire meno. E bisogna dare atto a chi è andato in campo di aver consumato ogni stilla di sudore. Basterebbe pensare a quel centrocampo completamete inedito, con Lorenzo Del Pinto a fare da regista arretrato, con Tello e Hetemaj pronti a travestirsi da incursori per scardinare la difesa veneta. Senza un centravanti fisico e di riferimento, Inzaghi ha optato per Marco Sau al centro dell'attacco, che come dice l'allenatore “può giocare in qualsiasi ruolo”. E da centravanti consumato ha trovato il gol del pareggio: di testa, lui che non è certo il più alto del gruppo. Decimo centro stagionale, senza nessun rigore.

Anche in difesa l'assenza di un leader come Caldirola si è avvertita: la retroguardia ha vissuto a corrente alternata, presentando due esterni di grande spinta (che forza Maggio e Letizia), e due centrali che non hanno giocato molto insieme quest'anno. Compito non certo semplice per il reparto arretrato, costretto a fare gli straordinari contro tutti gli attaccanti schierati da Dionisi (prima Capello, Longo e Montalto, poi dentro anche Firenze e Monachello). Ha detto bene Inzaghi alla fine: “Contiamo di recuperare qualche assente per le ultime partite”. E' un punto essenziale per rimontare i pezzi di quella squadra che ne ha persi tanti per strada ultimamente. Ancora cinque partite, da chiudere senza eccessive pretese. Ma sempre a testa alta. Come stasera.