Benevento, peccato per la sconfitta

Era imbattuto in casa ed ha giocato una partita piena di slanci dopo 10' iniziali di sbandamento

benevento peccato per la sconfitta
Benevento.  

Chissà cosa avrebbe dato Pippo Inzaghi per non perdere questa partita. Lui che ha sempre tenuto ai record, non voleva proprio alzare bandiera bianca all'ultima in casa. Le ha tentate tutte, ha spronato i giovani, ha persino detto qualche parolina poco gentile al quarto uomo Camplone, rischiando di finire in tribuna al fianco del suo “secondo” D'Angelo.

Questa volta il miracolo non gli è riuscito ed è arrivata questa sconfitta interna che macchia appena un cammino straordinario. Peccato. Dieci minuti iniziali hanno complicato questa ultima stagionale in casa. Il Chievo è partito fortissimo, il Benevento ci ha messo un po' per far quadrare i ranghi. Soprattutto in difesa, dove Inzaghi ha provato a far metabolizzare ai suoi una sorta di linea mobile, a quattro in fase di ripiegamento, a tre in fase di impostazione. Meccanismi appena provati con un giovane alle prime armi, Pastina, utilizzato a sinistra. Qualche vuoto da quelle parti si è aperto, compreso nell'occasione del gol di Garritano. Ma bisogna dire che sul cross di Ceter la palla l'hanno mancata tutti.

Pazienza. La squadra non è stata neanche brutta a vedersi, ha manovrato provando a stanare la difesa clivense che si è rintanata tutta davanti a Semper. Hetemaj ha avvertito aria di casa ed ha giocato una gran partita, niente male anche Kragl che ci ha provato più volte con la specialità della casa. Nella ripresa Inzaghi ha messo Rillo sulla sinistra e il ragazzo della cantera ha fatto vedere di che pasta è fatto spingendo come un forsennato. Dentro anche Sau e Tello, spremuti come limoni nella trasferta di Frosinone. Di questi tempi, col caldo che spezza fiato e gambe, due partite in tre gorni sono una iattura soprattutto per chi come il Benevento vede sempre più assottigliarsi l'organico a disposizione.

Le idee di Inzaghi sono sempre brillanti, ma non si può pretendere che con quattro “under” in campo e con una mezza dozzina di assenti, sia sempre la stessa cosa.

La serata non è stata come il Benevento si aspettava, ma la giornata aveva già concesso tanto. Prima con la premiazione al presidente Vigorito a Palazzo Mosti con la “cittadinanza onoraria”, poi con l'arrivo allo stadio di quello che sarà il primo acquisto di questa stagione, Kamil Glik. Un acquisto di spessore, un difensore che alza di molto il livello qualitativo della squadra giallorossa in vista della serie A.

E poi il pensiero di molti è andato già a mercoledì sera, quando Christian Maggio riceverà dalle mani del presidente Balata la Coppa del vincitore della B, le “Ali della vittoria”. E' il giusto finale di una stagione fantastica, tribolata per via del Covid, ma che ha regalato ai tifosi giallorossi la seconda promozione in serie A della storia. Una gioia incalcolabile.