(f.s.) Bryan Dabo avrà presto addosso una maglia giallorossa. Il magazziniere ne dovrà mettere da parte una abbondante (una extra large) visto il fisico del centrocampista prelevato dalla Fiorentina: un metro e 87 di altezza per 81 kg di peso. Uno armadio a due ante di cui si sentiva la mancanza nel centrocampo giallorosso, formato per lo più da brevilinei di stazza normale. In tanti avevano ricordato che il Benevento aveva sofferto la fisicità di squadre come Salernitana, Spezia, Pordenone, inferiori sul piano tecnico-tattico, ma certo meglio attrezzate sul piano fisico. Così la squadra giallorossa inizia a prendere le contromisure. Dabo è un autentico lottatore, non a caso fino a 15 anni, insieme al calcio, aveva praticato il karate.
Francese di Marsiglia (vi è nato il 18 febbraio 1992), Bryan ha optato per la nazionalità del Burkina Faso, vestendo anche per nove volte la maglia “burkinabè”, per via dell'origine paterna. La mamma invece è senegalese. Prima di arrivare alla Fiorentina in Italia ha quasi sempre giocato in Francia, a lungo nel Montpellier, con una breve e infruttuosa parentesi in Inghilterra col Blackburn, poi nel 2016/17 è passato nelle file del Saint'Etienne. Una stagione e mezza coi verdi della Loira, poi l'arrivo a Firenze. Ragazzo intelligente ed allegro, si è fatto apprezzare in Toscana, anche se dopo l'arrivo del patron Commisso non ha più trovato spazio fisso nei viola.
Curioso l'appellativo che spesso gli affibbiano sui social con tanto di hashtag: “zio cane”. Colpa di un'espressione blasfema edulcorata. Senza conoscerne affatto il significato era diventata un sorta di intercalare del giocatore francese, che per scherzarci su ne fece addirittura una t-shirt.
LE DUE ANIME DI BRYAN. Appassionato di musica, grande inclinazione per le tastiere (piano, organo) e un amore sviscerato per la sua famiglia. Un animo gentile nel corpo di un combattente, come si evince dalle foto che abbiamo pubblicato.
