E' il giorno del debutto casalingo in serie A. E' il giorno di Benevento-Inter, una sfida da battiti cardiaci accelerati, che fino a qualche tempo fa poteva solo essere immaginata dai ragazzi sulla play station.
Una sfida che suscita subito un rammarico grandissimo: sarebbe stata una partita da tutto esaurito al Vigorito, maledetto Covid. Si è riusciti ad aprire i cancelli dello stadio a mille persone, è un contentino per gli sponsor e per i vecchi abbonati, lo ha spiegato il presidente Vigorito. Ma il rimpianto rimane: lo stadio pieno per il momento rimane solo un flash onirico nella mente di ognuno di noi.
UN TORTO A SAN SIRO. Benevento-Inter si affrontano oggi per la quarta volta nella loro storia: due volte si sono incrociate in campionato, una in Coppa Italia. Hanno vinto sempre i nerazzurri, ma quella partita del 24 febbraio 2018 è rimasta sullo stomaco a parecchi seguaci della strega. Quella sera a San Siro il Benevento allenato da De Zerbi giocò una gran partita, tenne per un bel po' in scacco i nerazzurri di Spalletti e sfiorò il vantaggio, reclamando un rigore e rimanendo inerme di fronte ad un fallo da espulsione di Gagliardini (su Sandro) che un poco oculato Pairetto (complice il Var) lasciò correre. Storie vecchie, in fondo. Lo abbiamo detto e ripetuto: il Benevento ha voltato pagina e questo campionato vuole viverlo di luce propria.
OCCHI NEGLI OCCHI. Intanto guardare l'Inter prima della partita di stasera dallo stesso gradino della classifica è un particolare non da poco e che mette i brividi. Infervora i tifosi giallorossi anche l'aver fatto dire a Conte che non è affatto una partita scontata e che, conoscendo Pippo, lui non si fida neanche un po'. Basterebbe già questo dettaglio per far alzare i livelli di adrenalina in ogni amante della strega. Certo, la ragione dice che la “beneamata” quest'anno è un avversario inavvicinabile per molti se non per tutti, un'autentica corazzata, costruita per vincere dovunque, in Italia e in Europa. Il piccolo Benevento proverà a scagliare la sua fionda, sperando di avere una buona mira e quell'atteggiamento scanzonato di chi non ha nulla da perdere.
QUANTI TEMI. Si fa persino fatica a ricordarli tutti: la sfida tra Inzaghi e Conte, vecchi amici di stanza nella Juve, l'amarcord di Luca Caldirola che ritrova la squadra in cui ha mosso i primi passi da calciatore, l'esordio, almeno in panchina, del galiziano Iago Falque. Sarà una serata ricca di spunti, da cui non si potrà prescindere. Inzaghi e Conte un abbraccio lo concederanno ai fotografi, con mascherina o senza. Così come Caldirola vivrà un'emozione indescrivibile nel dover affrontare per la prima volta nella sua carriera l'Inter nelle cui fila ha persino esordito in Champion's League (ma non in A...). E poi Iago Falque. L'ex torinista è come se si fosse teletrasportato nel Sannio. In 24 ore è passato dal Filadelfia all'Imbriani, dal granata del Toro al giallorosso della strega. E questo pomeriggio sarà già in panchina pronto, nell'eventualità che serva, a punzecchiare l'Inter col suo sinistro. Magari nel ricordo del gran gol rifilato ad Handanovic il 5 novembre 2017 a San Siro. A volte i flash back della memoria servono a smuovere la voglia di ripetersi.
Nella foto di Taddeo il primo allenamento all'Imbriani di Iago Falque
