“I miei modelli? Trezeguet che ho conosciuto alla Juve, Vieri, Toni, Gilardino e Pippo Inzaghi”. Non c'è che dire, una bella carrellata di bomber. Ciro Immobile quindi “tradisce” il suo tecnico Simone Inzaghi e svela la passione per il modo di giocare del fratello Pippo. Del resto un giocatore come l'attuale allenatore del Benevento è solo da imitare. Anzi, probabilmente è inimitabile e solo da utilizzare come ispiratore. Ovvio che il discorso di Ciro Immobile, intervistato da France Footbal, vada sulla conquista della scarpa d'oro. "E' semplicemente fantastico leggere il mio nome al fianco di gente come Messi o Ronaldo, anche loro vincitori della Scarpa d'Oro. Visto che quest'anno il Pallone d'Oro non verrà assegnato, la Scarpa d'Oro diventa ancora più importante. Un vero valore aggiunto. Peraltro ho avuto la meglio su Lewandowski, che era proprio il candidato principale al Pallone d'Oro; dunque, si tratta di un successo che acquista ulteriore valore". Il centravanti della Lazio è tornato sulle proprie esperienze all'estero, ammettendo che "in Germania potevo fare meglio". "Quella del Borussia Dortmund di Juergen Klopp, però, è stata un'esperienza sfortunata: la squadra non andava bene e anch'io ne ho pagato le conseguenze", ha aggiunto. "In Spagna - ha raccontato il laziale - ero sempre in panchina con Emery. Non so spiegare perché molti italiani hanno difficoltà a inserirsi nei campionati stranieri. Chi mi ha fatto più complimenti è stato Zeman".
Ciro Immobile: "Il mio modello? Pippo Inzaghi"
Intervistato da France Football, il bomber della Lazio svela la sua passione per Superpippo
Benevento.
