Non siamo soliti creare polemiche nei confronti degli arbitri. Stiamo parlando di uomini che, nel corso di una gara di cento minuti caratterizzati da ritmi forsennati, possono sbagliare nei confronti di entrambe le squadre in campo. Il Benevento, è importante precisarlo, non è vittima di poteri forti o giochetti di palazzo. Basta vestire i panni di un vittimismo che spesso ha accompagnato questa realtà, radicandola ancor di più alle categorie in cui ha militato in passato. Fatta questa doverosa premessa, occorre anche mettere in risalto che spesso gli errori - seppur umani - rischiano di condizionare e non poco l'intera stagione di società che cercano di preservare la categoria a suon di milioni. Ed è importante rimarcarlo anche dopo una vittoria di spessore come quella conquistata ieri contro il Genoa.
Il nettissimo fallo commesso da Lerarger su Caprari al 43' del primo tempo non ha permesso al Benevento di beneficiare di un rigore sacrosanto. Giua non era distante dall'azione e, dopo una prima esitazione, ha preferito non assegnare la massima punizione. Per carità, il tiro dagli undici metri non equivale a un vantaggio assicurato, ma non fischiarlo è stato a dir poco clamoroso. Un errore che non ha comportato delle conseguenze nefaste, dato che il Benevento ha avuto la forza di prevalere anche nella ripresa, ma cosa sarebbe accaduto se fosse andata diversamente?
Un episodio del genere si è verificato anche a Verona, con la conseguente espulsione di Caprari per eccessive proteste. Ieri l'esterno capitolino se l'è cavata con un giallo: dovrebbe stare più attento nel contenersi, ma con errori così evidenti tutti farebbero fatica ad accettare in maniera passiva. Capiamo anche i meccanismi del Var che lascia, ovviamente, all'arbitro la scelta finale e interviene solo in caso di evidenti errori. Con uno strumento del genere, nel dubbio, non sarebbe conveniente fischiare per poi controllare se il fallo c'è o meno? Misteri di una tecnologia che ancora non si amalgama fino in fondo nel tessuto del sistema calcio. La malafede non c'è, rifiutiamo di crederlo ed è sbagliato anche il solo pensarlo. Ma nessuno ci leva dalla testa che se al posto di Caprari ci fosse stato Ronaldo, Dzeko o Lukaku, Giuia non avrebbe esitato a indicare il dischetto. Dalle nostre parti si dice "buoni sì, ma fessi no". Chiudiamo nel riprendere una frase di Inzaghi pronunciata nel post gara: "Il Benevento merita maggiore attenzione da parte degli arbitri". Questo è sacrosanto, perché i milioni spesi forse non sono gli stessi di Juve e Inter, ma sono pur sempre milioni.
