Quanti dubbi per Caserta: Ionita sì o no...?

Il tecnico dice che deciderà all'ultimo momento: l'undici di partenza è un rebus

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Benevento.  

Qualche battistrada rallenta e la classifica si accorcia ulteriormente. Se si esclude il Pisa che mantiene per ora 4 lunghezze di vantaggio sul secondo posto (ma oggi si gioca Cremonese-Benevento...), poi c'è un'autentica ammucchiata tanto che dal secondo al dodicesimo posto le undici squadre che li occupano sono racchiuse in un fazzoletto di appena 5 punti. 

Il Benevento scende in campo domani pomeriggio a Cremona con un ventaglio di possibilità davanti a sé: in caso di vittoria conquisterebbe addirittura il secondo posto, con un pari rimarrebbe più o meno sulle stesse posizioni della settimana scorsa, con una sconfitta rischierebbe addirittura di uscire dalla zona play off. Caserta dice che di questi tempi la classifica non bisognerebbe neanche guardarla, ma è indubbio che conquistare una bella posizione sarebbe tutta fiducia in più nell'animo della squadra.

Bisogna dire che quel secondo posto a cui strizza l'occhio la strega è visto con sguardo addirittura più languido dalla Cremonese, che con un successo avrebbe la possibilità non solo di conservare la sua seconda posizione, ma di portarsi anche ad un solo punto dal Pisa capolista.

Insomma è una partita, quella dello Zini, il cui esito fa gola ad entrambe le contendenti. Il Benevento ci arriva con qualche problemino da risolvere. Caserta ha sottolineato che non è stato il massimo allenarsi senza i nazionali, ed ha affermato più di una volta che Ionita è apparso stanco. Quasi a voler anticipare un suo utilizzo part time per la sfida coi grigiorossi. Ma potrà mai l'allenatore fare a meno di un giocatore come il moldavo nel pomeriggio in cui a centrocampo già deve fare a meno di Acampora, Improta e all'ultimo momento anche di Elia, che tra gli esterni è quello che si sacrifica di più in ripoiegamento? Lui stesso ha detto che il centrocampo è il reparto che più ha sofferto e soffre di queste situazioni, forse sarebbe il caso di chiedere al buon Artur di stringere i denti e di andare in campo. Sempre che il tecnico non abbia studiato tutti i dettagli per un 4-2-3-1, con due centrocapisti centrali, Calò e Viviani, poi tre trequartisti alle spalle dell'unica punta, tra cui potrebbe trovare spazio anche Tello, per sbilanciare di meno la squadra in una partita non certo facile. Un'ipotesi. Niente di più. Perchè l'allenatore di Melito Porto Salvo non si è sbilanciato ed ha lasciato aperto l'allestimento dell'undici base a qualsiasi soluzione: 4-3-3, 4-2-3-1, ma persino 4-4-2. “Decido domani”, ha ripetuto più di una volta. In cuor suo, è evidente, ha già deciso, ma nessuno ci sta a comunicare all'avversario quello che vuole fare prima che si scenda in campo.

Caserta ha anche sottolineato che vorrebbe che i suoi non sbagliassero l'approccio, che è una delle lacune della sua squadra. Ragione di più per azzeccare subito ogni mossa nell'undici di partenza. Anche se con le cinque sostituzioni c'è la possibilità di cambiare sempre le carte in tavola. Ma portarsi avanti col lavoro in questi casi appare più che essenziale.