MELFI 2
FOGGIA 1
MELFI (4-3-1-2): Perina 7; Guerriera 5,5, Dermaku 6,5, Colella 6, Pinna 6 (28' st Di Mercurio 6); Agnello 6,5, Spezzani 6,5, Gallo 5,5 (25' st Berardino 6,5); Tortori 6; Caturano 6,5 (43' st Giacomarro sv), Fella 6. A disp.: Gagliardini, Annoni, Tundo, Nappello. All.: Bitetto 6,5
FOGGIA (4-3-3): Narciso 6; Bencivenga 6 (20' st Grea 4,5), Potenza 4, Loiacono 5,5 (43' st Leonetti sv), D'Allocco 6; Sicurella 5,5 (19' st Gerbo 6), Quinto 6, Agnelli 6,5; Sarno 5, Iemmello 5,5, Cavallaro 6. A disp.: Micale, Altobelli, Sainz-Maza, Bollino. All.: De Zerbi 5,5
ARBITRO: Pagliardini di Arezzo 6,5
RETI: pt 27' rig. Cavallaro (F); st 1' Caturano (M), 37' Agnello (M)
NOTE: spettatori 1000 circa. Espulsi al 17' st Potenza (F) per doppia ammonizione, al 46' st Grea (F) per gioco pericoloso e Gallo (M) a fine partita, dalla panchina. Ammoniti: Tortori (M), Agnelli (F), Quinto (F), Potenza (F), Spezzani (M). Angoli 3-3. Recupero pt 1', st 5'
MELFI. Discontinuità, ma soprattutto ingenuità che una squadra che punta alla promozione non può permettersi. Il Foggia sciupa una grossa occasione per ridurre lo svantaggio dalle prime in classifica e perde al Valerio, rimontata da un Melfi che ha sfruttato la superiorità numerica di oltre mezz’ora, arrivata per l’evitabile rosso ricevuto da Potenza. Caturano ed Agnello nel secondo tempo rispondono al vantaggio rossonero firmato Cavallaro su rigore.
Il Melfi ha un buon approccio alla gara, tenendo testa ad una formazione più esperta e meglio piazzata in classifica. Dopo l'occasione di Caturano, il quale di testa sfiora il palo su suggerimento di Gallo (9'), però, si ristabiliscono subito le gerarchie in campo e comincia a macinare gioco il Foggia, che al 20' è pericoloso con Iemmello. In piena area di rigore, l'ex attaccante della Pro Vercelli calcia a botta sicura ma il suo tiro viene deviato in angolo dall'ottimo intervento difensivo di Dermaku. Meno attento del compagno di reparto è Guerriera, il quale al 26' sporca con la mano un cross di Cavallaro, inducendo l'arbitro a concedere calcio di rigore, fra le veementi proteste del Melfi. Dal dischetto Cavallaro è freddo e spiazza Perina. Fino allo scadere il Foggia amministra bene il vantaggio, ma la ripresa sarà da incubo.
Dopo neppure venti secondi dall'inizio del secondo tempo, il Melfi perviene al pareggio. La difesa del Foggia non libera l'area di rigore da un pericoloso traversone di Tortori, Caturano si avventa sul pallone e, dopo un buon controllo, lo scaraventa col mancino alle spalle di Narciso. Il Foggia non si fa cogliere impreparato dalla veemenza dei lucani e al 6' avrebbe anche la palla gol per ripassare. Pochi centimentri salvano il Melfi, con il colpo di testa di Agnelli che sfiora il montante destro. I rossoneri provano ad accelerare le operazioni, ma la tensioni gioca spesso brutti scherzi. Scherzi che non dovrebbero intaccare un calciatore esperto come Potenza che, già ammonito, subito dopo il quarto d'ora si lascia andare a proteste prolungate e viene espulso da Pagliardini. De Zerbi risistema i suoi con la difesa a tre, rischiando poco dopo su un'incursione di Agnello dalla destra con nessun attaccante di casa lesto in area di rigore. Bitetto manda in campo anche Berardino, ma nonostante l'uomo in più, la tattica del Melfi non cambia: difesa e contropiede. Su uno di questi, Tortori prende bene il tempo alla difesa rossonera, ma si fa ipnotizzare da Narciso. E' il preludio al gol, che arriva un minuto più tardi: verticalizzazione di Berardino per Agnello, il quale prende d'imbucata la statica difesa del Foggia e buca il numero uno ospite in uscita. I satanelli si riversano in avanti e sono sfortunati a tre minuti dalla fine, quando Perina compie un grande intervento d'istinto sul tiro a botta sicura di Cavallaro, che poi sbatte sulla traversa. Perina miracoloso ancor di più al 90', quando in tuffo manda in corner la bordata-rigore in movimento di Agnelli. Nel recupero viene espulso anche Grea, per un fallaccio su Fella, togliendo senso ai restanti minuti di gara e all’insperata rimonta del Foggia. Finisce fra spintoni, mezza rissa e animi surriscaldati, ma soprattutto col morso al freno da parte dei rossoneri.
