Messina-Reggina 4-1: ai giallorossi il derby dello Stretto

Poker siciliano al San Filippo, Reggina sempre più in difficoltà

Benevento.  

MESSINA 4

REGGINA 1

 

MESSINA (4-3-3): Iuliano 6; Cane 6, Altobello 6.5, Stefani 6, Benvenga 6; Bortoli 6.5, Izzillo 6.5, Damonte 6; Ciciretti 7.5 (40’ st Donnarumma sv), Corona 7 (45’ st Sciliberto), Orlando 6.5 (36’ st Bonanno sv). A disp.: Berardi, Sciotto, Bellamacina, Giove. All.: Grassadonia 6.5.

 

REGGINA (4-5-1): Belardi 5.5; Di Lorenzo 5.5, Camilleri 5.5, Aronica 5.5, Karagounis 5.5; Insigne 6, Armellino 6, Mazzone 5.5 (35’ st Maimone sv), Condemi 5.5 (16’ st Gallozzi 5.5), Masini 5; Louzada5(13’ st Viola). A disp.: Kovacsik, Cirillo, Lancia, Ungaro. All.: Alberti 5.5.

 

ARBITRO: Cifelli di Campobasso 6.5.

 

RETE: 41’ pt Bortoli, 2’ st Orlando, 19’ st Corona, 32’ st Ciciretti, 41’ st Insigne.

 

NOTE: spettatori 6000 circa di cui 700 provenienti da Reggio Calabria. Ammoniti: Aronica, Ciciretti. Angoli 2-4 per la Reggina. Recupero pt 0’, st 2’.

 

MESSINA. Non c’è stata storia, il derby dello stretto di ritorno vede trionfare ancora una volta il Messina che vince con fin troppa facilità una partita quasi mai stata in discussione. Ci si aspettava forse maggiore equilibrio, vista la storica rivalità ed il fascino a cui questa sfida ha da sempre abituato, ma la Reggina, reduce da una vittoria e da due pareggi consecutive che le avevano consentito di tornare a far muovere la classifica e a tornare a dar senso alla propria stagione e sperare in una salvezza che giornata dopo giornata diventava sempre più insperata, è scomparsa nuovamente, è crollata sotto i colpi di uno spietato Messina che ha distrutto quelle poche certezze e convinzioni maturate dal mini filotto di risultati positivi accumulato dai granata. Il Messina ha calato il poker, lo ha fatto dopo un primo tempo pieno di paura e quasi vuoto di occasioni, con i soli pericoli che sono stati creati prima da Izzillo, il cui destro a giro termina alto di un metro, e poi da Insigne che al 37’ va vicino allo sfruttare uno scivolone di Stefani ed un errore di Bortoli, ma il suo sinistro a giro non inquadra lo specchio della porta per questione di centimetri, sfiorando così un vantaggio inaspettato e che avrebbe potuto far vivere tutt’altra storia nella ripresa. Poi, in chiusura di primo tempo, Bortoli mette in rete il gol dell’1-0, grazie alla collaborazione della difesa amaranto che l’ha lasciato tutto solo davanti a Belardi nel tentativo di metterlo in fuorigioco e grazie soprattutto a Ciciretti, autore di uno strepitoso assist. Bortoli, una delle due novità nell’undici di Grassadonia, manda così i suoi compagni in vantaggio negli spogliatoi. L’avvio di ripresa è a dir poco terribile per la Reggina: non passano nemmeno 2 minuti ed Orlando, come aveva già fatto all’andata, punisce la Reggina ed insacca alle spalle dell’estremo difensore regalando il doppio vantaggio al Messina ; al 18’ timbra il cartellino anche Corona, al settimo sigillo stagionale che di fatto chiude in anticipo la pratica. La reazione della Reggina non arriva, Izzillo sfiora il 4-0 colpendo un palo ma a calare il poker ci pensa Ciciretti poco più tardi, autore di una strepitosa azione personale che lo porta a scartare due uomini e superare per la quarta volta con un sinistro chirurgico Belardi. La Reggina non c’è e Foti, il patron degli amaranto, decide di lasciare le tribune per non continuare ad assistere allo scempio generato dalla sua squadra. Il bel gol di Insigne serve solo alle statistiche e a rendere meno amaro il kappaò della Reggina che, dopo un discreto primo tempo, sembra essersi quasi rifiutata di tornare in campo dagli spogliatoi. Nei minuti finali Grassadonia concede la meritata standing ovation a Corona, Ciciretti e Orlando, protagonisti assoluti di un derby dello stretto mai stato in discussione e che torna a far respirare il Messina. Per la Reggina invece, c’è bisogno solo ed esclusivamente di tanto lavoro.