MARTINA FRANCA 2
CATANZARO 0
MARTINA FRANCA (4-5-1): Bleve 6; De Giorgi 6, Patti 6, Fabiano 6.5, Memolla 6; Pepe 6.5 (35’ st Samnick sv), De Lucia 5.5, Bucolo 6.5, Diop 5.5(26’ st Kalombo 6), Tomi 6; Arcidiacono 6.5. A disp.: Modesti, Brunetti, Calvetti, Leto, Macchia. All.: Ciullo 6.
CATANZARO (4-3-3): Bindi 6; Daffara 6, Rigione 5.5, Ricci 6, Calvarese 5.5; Giampà 5.5, Giandonato 6.5 (36’ st Squillace sv), Zappacosta 6.5 (21’ st Ilari 5.5); Barraco 5.5, Caputa 6, Martignago 6 (28’ st Johnson 5.5). A disp.: Cannizzaro, Orchi, Commisso, Benincasa. All.: Sanderra 5.5.
ARBITRO: De Angeli di Abbiategrasso 6.
RETE: pt 44’ Arcidiacono, st 41’ Arcidiacono
NOTE: spettatori 800 circa di cui 50 provenienti da Catanzaro. Ammoniti: Barraco, Patti, Giandonato, Fabiano, Martignago, Rigione, Pepe, Bindi. Angoli 1-1. Recupero pt 0’, st 3’
MARTINA FRANCA. Il Catanzaro non c’è più. È scomparso, privo di un’ identità e allora viene da pensare che il presidente Cosentino, quando diceva con convinzione assoluta che i play off non erano affatto un obiettivo della squadra, non si sbagliava. Terza sconfitta consecutiva che evidenziano i tanti problemi del Catanzaro, incapace di segnare da più di 270 minuti. Ciò che preoccupa è però l’atteggiamento: sembra quasi che non si voglia far nulla per interrompere questo digiuno. Il Martina Franca invece conquista altri tre punti importantissimi che le regalano ulteriore serenità e la allontanano ancor di più dalla zona play out che ormai, a questo punto, sembra una questione che quasi non le riguardi più, merito soprattutto dell’invidiabile ruolino di marcia tra le mura amiche: terza vittoria consecutiva in casa, cinque nelle ultime otto giocate al “Tursi” e sconfitte interne che mancano dal lontanissimo 4 ottobre. Un ‘eternità, praticamente. E allora, con l’entusiasmo alle stelle il Martina Franca sconfigge senza molti problemi anche il Catanzaro, con la consapevolezza di aver trovato in Bucolo e Pepe due acquisti che aiuteranno e non poco i pugliesi. Con il bomber Montalto ancora squalificato, il peso dell’attacco è tutto sulle spalle di Arcidiacono, che decide il match con una doppietta su calcio di rigore nei minuti finali delle due frazioni di gioco. Il Catanzaro, almeno nel primo tempo qualcosa però aveva provato a costruirla. Da segnalare i buoni esordi di Zappacosta e Giandonato, tra i più positivi tra le fila dei calabresi. La prima occasione è però peri i padroni di casa, con Tomi che costringe Bindi a salvarsi in calcio d’angolo. La più importante palla gol per il Catanzaro è proprio di Zappacosta che, con una gran botta di sinistro, spedisce la palla a pochi centimetri dal palo. È poi Martignago a provarci ma trova sulla sua strada un super Bindi. L’episodio chiave arriva a pochi secondi dalla fine del primo tempo: la conclusione di Pepe a botta sicura è intercettata da un braccio di Rigione. L’arbitro decreta il calcio di rigore e Arcidiacono non sbaglia. Risultato un po’ bugiardo, perché se è vero che il Catanzaro incontra sempre più problemi nel cercare la via del gol, qualche spunto nei primi 45’ l’aveva offerto, salvo poi non ripetersi nella seconda frazione, quando il Martina forte del vantaggio si chiude dietro e complica ancor di più il lavoro agli ospiti. Il Martina amministra senza problemi, rischia solo su un colpo di testa di Caputa terminato di poco al lato (31’) e in contropiede conquista il secondo rigore della giornata che di fatto chiude i conti: Bindi atterra in area Kalombo, nessun dubbio per il direttore di gara. Arcidiacono spiazza il portiere avversario aprendo così una mini crisi in casa Catanzaro, voglioso ed intraprendente nel primo tempo ma troppo brutto per essere vero nella ripresa, quando qualcosa in più per ritornare in partita andava assolutamente fatto.
