Benevento e Reggina si scoprono simili. Almeno in una caratteristica: non sembrano competitive contro le squadre d'alta classifica. I calabresi di Aglietti mettono sul piatto della bilancia una sconfitta a Pisa, un pari a reti inviolate in casa contro il Frosinone, un ko interno con la Cremonese, ancora uno 0 a 0 al Granillo contro il Monza, infine una sconfitta col Cittadella. Unica vittoria sulle squadre della parte sinistra della classifica, quella contro il Perugia. Del Benevento si sa: si è fermato in casa contro Lecce, Brescia e Frosinone, non è andato oltre il pari col Perugia, e fuori ora ha perso a Pisa e pareggiato a Cremona. Bottini grami per chi ha aspirazione di voler fare qualcosa di importante in questo campionato.
Una sindrome che accomuna entrambe le squadre, difficile dire se sia solo casualità. C'è anche quel maledetto fattore campo a pesare come un macigno sulle prestazioni.
La Reggina in trasferta è andata fin troppo bene finora (11 punti, meglio solo Brescia, Frosinone e Perugia), il Benevento soffre maledettamente le partite interne. E sabato Benevento-Reggina si gioca al Vigorito non in Calabria. Un'altra difficoltà da superare. Non di poco conto. Perchè al di là dei numeri, è sotto gli occhi di tutti che la strega si esprima meglio in trasferta.
Servirà dunque un cambio epocale nell'atteggiamento. Sul piano più strettamente tecnico-tattico la Reggina ha mostrato difficoltà contro squadre rapide, che hanno un'alta velocità di esecuzione (Cittadella, Cremonese, Frosinone), un po' anche quello che è accaduto al Benevento. In teoria dovrebbero sfidarsi due formazioni più compassate, in cui sarà determinante la cifra tecnica. La strega avrà bisogno di compattezza, di maggiore fluidità nella manovra di centrocampo e di cinismo in fase offensiva. Ma avrebbe bsogno anche di ripartire da appigli sicuri, non di stravolgere nuovamente l'assetto. Vedremo come la penserà Caserta che perde Foulon e che dunque un cambio dovrà farlo per forza. Difficile prevedere sin d'ora quali possano essere le mosse per la partita contro gli amaranto. Elia e Letizia esterni bassi? Centrocampo a tre e attacco più strutturato? Qualcosa bisogna inventarsi, magari anche qualche cambio. Perchè gli avversari che scendono al Vigorito lasciano pochi spazi alla squadra giallorossa. Che ha detto di voler ripartire dalle cose buone viste contro il Pisa, la pressione sulle corsie esterne, la prova di qualche singolo. Ma servirà di più per tornare alla vittoria. Più intensità nella manovra, maggiore personalità, più cinismo sotto porta. Per uscire fuori dal tunnel c'è una sola strada da percorrere.
