Focus. L'importanza di avere Campagnacci

L'esterno ha accettato la nuova sfida con lo spirito giusto: sulla fascia sta rendendo al massimo

Benevento.  

Riuscire a mettersi in gioco adattandosi al cambiamento. Alessio Campagnacci da Foligno ce l'ha messa tutta fin dal primo giorno, da quando a Roccaporena mister Brini ha deciso di puntare su un nuovo sistema di gioco orientato a sfruttare al massimo le fasce. Il 4-4-2 a trazione anteriore è modulo ben diverso da uno schieramento che prevede tre punte o tre trequartisti a ridosso di un attaccante di peso, quelli che per intenderci lo scorso anno avevano visto protagonista l’ex reggino prima con Carboni e poi con lo stesso Brini. Una sfida nuova, da accettare con lo spirito giusto per ritagliarsi un posto importante nel progetto Benevento. Il suo apporto è divenuto fondamentale giornata dopo giornata e quando Melara ha dato forfait per infortunio l’atleta umbro ha vestito egregiamente i panni di jolly. La fascia ora sembra quasi il suo habitat naturale; la porta è sì più lontana, ma il rendimento non accenna a calare. E finché il fiato regge le iniziative non mancano mai. In ventidue presenze ha firmato sei assist; tra la tredicesima e la diciassettesima giornata ne ha confezionato addirittura uno a partita contro Paganese, Lecce, Reggina, Matera e Messina, cinque consecutivi prima di ripetersi a Foggia con il passaggio preciso che ha consentito ad Eusepi di sfoderare il destro micidiale di cui si è tanto parlato. Nel mezzo di tutto ciò anche un gol all’Aversa Normanna, nel giorno in cui la strega ha conquistato per la prima volta la vetta solitaria nel girone C. Che sia un segno oppure no è ancora presto per scoprirlo, ma fino a questo momento la scommessa estiva può considerarsi vinta. Solido, instancabile e combattivo: aggettivi che si adattano perfettamente sia a questo Campagnacci che al suo Benevento.

 

Francesco Carluccio