La "copertina" di Ottogol. Un pomeriggio sulle montagne russe

Fantastico l'arrembaggio della ripresa: ogni azione un gol sfiorato

la copertina di ottogol un pomeriggio sulle montagne russe
Benevento.  

Un pomeriggio sulle montagne russe. La strega regala un pieno di emozioni, in novanta minuti fa e disfa, mette a repentaglio le coronarie dei suoi tifosi passando con disinvoltura da una rovinosa caduta ad una rimonta esaltante. 

Alla fine si riprende il primato solitario in classifica e mette in fila tutti gli avversari approfittando dell'inaspettato scivolone del Catania e dell'ennesima frenata della Salernitana. 

Nel piccolo stadio di Caravaggio sono state tante partite in una, il Benevento ha mostrato mille volti, il più bello dei quali si è palesato nell'arrembaggio del secondo tempo, nei 22 tiri scagliati verso la porta di Vismara, nella voglia pazza di prendersi i tre punti, anche quando l'impresa sembrava ormai impossible da centrare. 

Questione di mentalità, di coesione del gruppo. Floro Flores che rincuora i suoi giocatori tra il primo e secondo tempo, sottolineando che con gente così non ci si può arrabbiare, è una “piccola-grande” lezione di psicologia. La squadra ha recepito il messaggio e ha risposto con una seconda frazione all'arma bianca, nella quale in tanti hanno cambiato modo di agire e volto. 

Pierozzi su tutti, sbiadito e quasi impalpabile nella prima frazione, debordante e devastante nella ripresa, quando ha trovato la sua prima doppietta in giallorosso e un palo che grida ancora vendetta. 

Un solo cambio per Floro, ma determinante. 

L'ingresso del giovane Romano ha cambiato l'inerzia della gara, l'ex Cerignola ha sgasato come una fuoriserie sulla fascia sinistra, dimostrando che la qualità non dipende affatto dalla corsia in cui si gioca. 

Quello del Benevento è stato un assalto lucido alla porta bergamasca, nulla lasciato al caso: ogni azione un gol sfiorato, indice di pericolosità mostruoso di 2.67, contro l'1.11 dell'Atalanta. 

Basterebbe questo dato per connotare la qualità degli attacchi della squadra giallorossa, che ha gli uomini giusti per ogni circostanza e non si fa trovare mai impreparata. Tutti hanno portato il loro mattoncino all'impresa di Caravaggio, ultimo ma non meno importante degli altri, Gianmarco Vannucchi, che ha blindato la vittoria con un intervento da manuale, giusto riscatto a quell'errore che lo aveva tormentato contro il Siracusa. 

Una macchina sofisticata quella giallorossa, che sa ripartire dai suoi errori per dare sempre qualcosa in più. E che merita decisamente di stare lassù davanti a tutti.