Dal “pasillo” alla zuffa, dal gesto di grande sportività iniziale della squadra metelliana alla sceneggiata finale di cattivo gusto del tecnico degli aquilotti. Le contraddizioni della Cavese, ma soprattutto quella follia dopo il fischio di chiusura del pescarese Fabio Prosperi, allenatore della formazione blufoncè che ha perso completamente la testa dopo la vittoria ottenuta al Vigorito ed è stato giustamente espulso. Il calcio è uno sport particolare, fa accumulare tensioni incredibili e qualche volta spinge a reazioni poco accettabili. Nello sport bisogna saper perdere, ma ancora di più occorre saper vincere. Il 47enne Prosperi ha dato un brutto esempio di come debba comportarsi un allenatore di calcio. E' andato a muso duro verso la panchina giallorosso, ha lanciato una gomma da masticare, ha assunto un'aria provocatoria, scatenando le ire dei giallorossi e rischiando di farla finire in rissa. Un comportamento inaccettabile, un modo di fare che squalifica un allenatore che sarà anche bravo sotto l'aspetto tecnico, ma che lascia molto a desiderare sul piano umano.
Floro Flores avrebbe voluto anche passarci sopra. In una serata di festa tutto avrebbe voluto tranne che ritrovarsi di fronte un avversario così prevenuto. “Le sue dichiarazioni non mi sono proprio piaciute. Ha detto “... voglio vedere se ve la giocate a Giugliano alla stessa maniera come avete fatto con noi...”. Io non ho la cultura di regalare le partite, questo è un concetto che va cancellato. Forse lui era abituato a farlo, io no. Dire una frase del genere non è affatto corretto, non mi è piaciuto. Dispiace sentire certe cose, noi abbiamo sempre avuto rispetto di tutti, sentire queste parole dal loro allenatore è assolutamente irrispettoso”.
