Giovanni Malagò a Benevento è un'occasione di dibattito e di richieste per la città che ama il calcio. Il presidente della Figc riceverà il “Premio Traiano” dall’Università Giustino Fortunato ed è stato ospite a Palazzo Mosti del Sindaco Mastella. Il primo cittadino, nel tessere le lodi al numero uno della Figc definito in vari passaggi “grande manager”, ha lanciato la sua richiesta: “Ci piacerebbe che ci fosse la possibilità che si arrivasse una Nazionale a Benevento, magari anche una femminile. Al Sud ci sono imprenditori che investono nel calcio, che fanno sacrifici e che andrebbero anche premiati”.
Giovanni Malagò ha innanzitutto avuto parole di grande vicinanza con Oreste Vigorito, definito un vecchio amico. Il patron giallorosso no ha potuto presenziare all'evento a Palazzo Mosti perchè era stato invitato al Teatro Romano proprio dall'Università Giustino Fortunato per il Graduation Day, ma ha telefonato al presidente della Figc ed ha spiegato perchè non sarebbe potuto intervenire: “Ha sempre avuto una sensibilità particolare per il territorio”, ha chiosato Malagò. E allora sarà possibile che, magari a breve, arrivi allo stadio sannita una Nazionale azzurra? “Non ci tiriamo indietro – ha risposto il presidente – anche se il calendario delle Nazionali è fissato da tempo. Vediamo se ci possa essere lo spazio per qualche Nazionale, magari, quando sarete pronti, sperando in un calendario sempre più fitto di impegni, anche la Nazionale maggiore”.
Ribadendo la sua felicità a partecipare all'evento dell'Università sannita, Malagò parla anche del rilancio della Nazionale italiana di calcio: “ Ingiustamete – dice – si fa riferimento solo agli ultimi 12 anni, ma quello che è certo che certi ragazzi di 14/16 anni non hanno mai visto la nostra Nazionale ai Mondiali. Abbiamo lavorato molto, con Mancini, Ranieri, Zola, c'è entusiasmo e nuova energia. Ho lavorato comn persone meravigliose. C'è voglia di trasferire un'idea diversa e innovativa, bisogna lavorare sui ragazzi che potranno essere protagonisti fra quattro anni. Ma è evidente che dobbiamo arrivarci bene”.
