Fedele: "Maita? Lo chiamerò Riccardo come il maestro d'orchestra Muti"

L'elogio a Floro Flores: "Non è oltranzista, né ostinato. Viene prima il talento e poi la tattica"

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Benevento.  

Enrico Fedele dice di essersi divertito da matto a guardare Carrarese-Benevento. L'esperto direttore sportivo sa come dare un colpo al cerchio e uno alla botte e alle parole entusiaste accoppia sempre quelle di una sana prudenza: “Il nostro obiettivo è quello di raggiungere al più presto la quota salvezza, poi si vedrà cosa può accadere”.

L'elogio a Floro Flores

“Ho visto una squadra dominare e quella è stata il Benevento, non perchè ne sono tifoso, ma perchè convinto della sua forza”. Ma l'endorsement maggiore se lo becca Floro Flores: “Mi è piaciuta la sua intelligenza tattica. Lui conosce i problemi di questa squadra e non insiste. Non è un oltranzista, non è ostinato, non mette mai la tattica prima del talento dei suoi giocatori”. Insomma il Benevento della prima vittoria in trasferta gli è piaciuta e non poco: “Il Benevento mi ha fatto vedere delle cose belle, sembrava che giocasse ancora in C con la sua mentalità di aggredire. Ora però il primo obiettivo è mantenere la categoria: il Benevento è stato bravo a creare una casa per i giovani, ha un ottimo settore giovanile, si vede quanti giocatori sono venuti fuori. E questo è un merito per una squadra che era retrocessa in C. E sabato chi segna? Proprio un ragazzino della cantera che era stato crocifisso: è stata una cosa spettacolare. Floro ha confermato la sua mentalità offensiva, ma con un aggiustamento, ha rivisto le cose e ora tutto fila liscio”

Il bello, il brutto e il cattivo

La sua rubrica questa volta è quasi un monopolio di cose belle: “Tre cose su tutte”, dice l'esperto manager. “Innanzitutto il gol di Prisco, assai spettacolare. Ma prima del gol quella parata eccezionale di Vannucchi. Si poteva compromettere tutto per una banalità, per una lettura sbagliata. Terzo la maestria di “Riccardo”... Chi è Riccardo? Riccardo Muti, ovvero Maita, giocatore dominante, bravo nella lateralità e nell'ultimo passaggio, padrone del centrocampo, leader incontrastato. D'ora in poi lo chiamerò “Riccardo” Maita, come Riccardo Muti. Non ho visto ancora nessuno come lui, un vero direttore d'orchestra”.

Brutto e cattivo sono accomunati, perchè in fondo anche questa settimana non c'è quasi nessuno da mettere dietro la lavagna... “Dico Scognamillo! Con quel passaggio indietro voleva far morire qualcuno... Gli roccherà pagare una cena al presidente e fare un omaggio floreale alla conduttrice. Ma è stata l'unica leggerezza. In una partita stra-dominata. Adesso ci sono due settimane di sosta e poi due partite casalinghe. Possono essere una trappola: se vai alla “Coverciano di Benevento”, senti dire: “Vinciamo sicuramente con tutte due...” E invece no, dobbiamo giocare con la stessa accortezza tattica di queste ultime partite. E dare i giusti meriti ai nostri ragazzi. Prisco per esempio ha i numeri per fare una mezzala da serie A: ha passo, idea di gioco, movimento e ora anche questo tiro da fuori”.