Benevento, quel dominio non concretizzato: una lezione di cui far tesoro

Numeri che parlano tutti a favore della strega, tranne quelli del risultato finale

benevento quel dominio non concretizzato una lezione di cui far tesoro
Benevento.  

Un dominio testimoniato dai numeri. Il Benevento, per trequarti di gara, ha tenuto letteralmente in scacco i vicentini. 18 tiri a 11 verso la loro porta, ma il dato che risalta di più sono i 9 tiri dei giallorossi che hanno centrato lo specchio della porta contro i 2 dei veneti. Già, due. Come i gol segnati. Come dire che la squadra di Gallo con due tiri azzeccati ha fatto due gol. Una percentuale da sballo. 

Il Benevento ha chiuso con un possesso del 59 per cento contro i modesto 41 del “Lane”, ma nella prima frazione il controllo della sfera era ancora maggiore a favore della strega, così come erano pressoché pari a zero i tiri in porta del Vicenza a Vannucchi.

Si capisce che una partita così non si può non vincere e il rammarico è davvero grande per non aver colto il bottino pieno. Però i rimpianti non servono a nulla se non costituiscono il modo migliore per imparare la lezione. Troppo divario tra le due squadre per non testimoniarlo anche con una differenza di gol favorevole e definitiva. Gli xG, ovvero gli Expected Goals (gol attesi), sono un vantaggio troppo netto perché non si siano tradotti in gol veri e propri: 2.15 quelli del Benevento, un misero 1.13 per i biancorossi.

La cosa più banale che viene da dire è che “ai punti” il Benevento la sua gara l'ha vinta. In concreto invece la sfida col Vicenza è finita in parità.

Gli episodi poco fortunati

Al di là di questa analisi più che razionale, bisogna anche dire che come sempre le partite sono segnate dagli episodi. Ritorniamo con la memoria alla spettacolare azione d'attacco del 26' del primo tempo, quando Lamesta si è fatto largo sulla destra ed ha pennellato sull'altro lato un assist per Okereke: un cioccolatino che il nigeriano ha impattato al volo nella migliore maniera possibile. Il paradosso è che forse ha calciato fin troppo bene, perchè novanta volte su cento se quel tiro viene fuori “sporco” finisce in rete, invece l'impatto perfetto di Okereke ha trovato l'opposizione abbastanza fortunata di Gagno coi piedi. Il portiere vicentino, giallorosso mancato nell'estate 2025, ha salvato più di una volta la propria porta, come se fosse un ex (quelli c'erano, ma non hanno inciso...). Ma alla fine ha dovuto ringraziare Corazza, che s'è in pratica regalato la “doppietta personale”, visto che dopo il gol è come ne avesse segnato un altro al secondo minuto di recupero quando ha ribattuto sulla linea di porta il tiro a colpo sicuro di Romano. Senza parlare del gol di Caferri: spostato nel momento del tiro da una spallata di Simonetti, che gli ha consentito di colpire il pallone con uno strano effetto ad uscire che alla fine si è infilato proprio nel sette. Anche lì la casualità ha fatto la sua parte. Come è normale nel gioco del calcio. 

Il rammarico rimane, ma l'imperativo ora è voltare subito pagina. C'è all'orizzonte la trasferta di Arezzo contro gli ex Bucchi, Cutolo, Viviani, Ionita e Nunziante. Tanti vecchi amici, anche se sabato 24 alle 19,30 la sfida nel rinnovato “Città di Arezzo” non avrà certo il sapore di una gita.

Nella foto di Taddeo, il tiro di Romano al 94' salvato sulla linea da Corazza: sarebbe stato il meritato 3 a 2 giallorosso