Una storia lunga 91 anni, un avvio shock per il Benevento in Coppa Italia (6-0 per i calabresi) il 27 ottobre del 35, poi 41 partite di campionato, comprese ben 5 sfide play off. Subito il bilancio: 16 le vittorie del Benevento, 11 quelle delle Aquile calabresi, 14 i pareggi.
C'è un'intera vita sportiva intorno a questa sfida che per la prima volta va in scena in serie B. Le altre sono tutte state giocate nella vecchia Lega Pro, C2 o C1 che sia, e tante raccontano la storia romantica del calcio di provincia, che trova solo ora una collocazione più nobile. Basterebbe rievocare proprio le cinque partite dei play off per rispolverare quella voglia pazza di entrambi di varcare la soglia della serie C (il Catanzaro c'era già riuscito alla fine degli anni settanta e i primi anni ottanta, sospinto dal suo “piedino d'oro”, Massimo Palanca: complessivamente 7 campionati in A, 32 in B).
Il primo play off nel 1997
La prima volta dei terribili spareggi finali è storia del campionato di C2 96-97. Il Benevento è una corazzata, ma per la promozione diretta viene beffato dalla Battipagliese. I play off abbinano seconda contro quinta, ovvero i giallorossi di Massimo Silva contro quelli di Lavezzini. Al Ceravolo la partita non si sblocca: 0 a 0. Al ritorno in un catino ribollente, la squadra giallorossa passa due volte, con Sossio Aruta che sfoggia i famosi calzettoni coi pon pon e col giovane Fiorini. E' una vittoria netta che spalanca le porte della C1 ai giallorossi sanniti. Macchè: nella finale di Avellino la Turris beffa la strega e la condanna ancora alla C2.
Quegli spareggi culminati nel trionfo col Messina
La seconda volta risale al 98-99 ed è la sola volta che finisce con un sorriso a trentadue denti per la vecchia strega. La formula è sempre la stessa: semifinale doppia e finale secca. La semifinale è ovviamente col Catanzaro (nelle sue fila Massimo Mariotto, che sarebbe poi diventato direttore sportivo dei sanniti). Questa volta si gioca prima nel Sannio. La squadra di Dellisanti gioca bene, ma ad andare in vantaggio sono i calabresi con l'ex Bonacci dopo soli 7'. Una doccia gelata, ma la squadra ha risorse brillanti: pareggia Peppe Petitto al 36' di testa, firma il sorpasso Totò Bertuccelli al 41' con un tap in dopo il tiro di Marra. Al ritorno il Benevento tiene bene e a metà ripresa, dopo un gol annullato incredibilmente a Bertuccelli, passa con Giovanni Campo. Il pari finale di Selva non cambia le sorti di quei play off. In finale va la strega che a Lecce si guadagnerà la promozione battendo il Messina.
L'impresa corsara firmata da Melara e Padella
Ultimi play off l'11 maggio 2014, questa volta valgono la promozione in B. L'epilogo non è felice, ma quella partita del Ceravolo, unica e senza appello, è da ricordare per tutte le congiunzioni che lo legano ancora oggi alla strega. Nelle file del Catanzaro ci sono un'infinità di ex o futuri giallorossi, da Ferraro a Vacca, da Vitiello a Germinale. La squadra di Brini ha comunque un'anima forte e vince ancora una volta al Ceravolo. I due autori dei gol giallorossi sono sctitti nel destino. Va subito in vantaggio la strega con Fabrizio Melala, servito da Evacuo. Il pari catanzarese è di Germinale, ma al 72' ci pensa Emanuele Padella a regalare la vittoria alla strega. Una vittoria dunque firmata dall'attuale direttore sportivo sannita e dal team manager.
Ricordiamo solo l'ultima vittoria giallorossa ottenuta al Vigorito, che coincide anche con l'ultima volta in cui le due squadre si sono affrontate: è la stagione magica del 2015-16, ottava giornata. La squadra di Auteri la spunta con un gol in avvio di ripresa di Fabrizio Melara. Nelle file catanzaresi c'è un giovane Mattia Maita.
Nella foto Fabrizio Melara (ultimo match winner del Benevento contro i calabresi) e a fianco il bilancio complessivo delle sfide tra Benevento e Catanzaro
