Lopez due turni, Nenè tre: dov'è la proporzione?

La società deve decidere se fare ricorso

Benevento.  

Due giornate a Cissè dopo l’espulsione di Trapani, due a Lopez dopo quella contro lo Spezia. Il Giudice Sportivo “raddoppia” sempre quando si tratta di un giocatore giallorosso. Le due sentenze hanno un comune denominatore: il modo di comportarsi nei confronti del direttore di gara. “Espressione ingiuriosa” per il guineano, “comportamento irrispettoso” per l’uruguaiano. Lo abbiamo già detto in altre occasioni: in Italia viene perdonato più un fallo grave su un avversario che una frase sopra le righe rivolta al direttore di gara. Basta leggere la sentenza di Nenè: tre giornate di squalifica “per avere, al 6° del secondo tempo, colpito violentemente con un pugno sulla testa un calciatore avversario”. Non c’è proporzione tra le due sentenze, lo ha sottolineato anche Salvatore Di Somma: “Il fallo di Lopez è senz’altro pericoloso, ma alla fine non ha procurato danni al giocatore avversario che non è stato neanche toccato. In quanto all’espressione irrispettosa, abbiamo sentito Lopez chiedere all’arbitro il perché del cartellino rosso. Tutto qua. La reazione di Nenè mi sembra ben più grave”. Eppure tra i due provvedimenti c’è una sola giornata di differenza. “Vediamo se fare ricorso”, aggiunge il diesse giallorosso. Aspettiamo i prossimi giorni.