Il Puglianello non ha mollato, nemmeno quando al campionato non aveva più nulla da chiedere. Nemmeno se di fronte c’era la capolista Virtu Goti che all’andata non si è risparmiata nell’infliggere un pesante 7-1 ai telesini. La legge del San Giacomo quest’anno è stata dura per molte squadre della parte alta della classifica. Lo hanno provato sulla propria pelle i giocatori del San Marco Evangelista (0-0), del Vitulano (2-2), della Dionis Telesia (1-1) e infine quelli della Virtus Goti (1-1).
“In casa – inizia Tonino Riccardi tecnico del Puglianello - tranne che con la Boys in modo immeritato non abbiamo concesso punti a nessuno. Si poteva pensare a un risultato diverso ma invece per molti è sembrata una cosa strana. Se avessimo vinto non avremmo rubato nulla. Nell’ultimo quarto d’ora del secondo tempo abbiamo creato tre palle nitide. Tre domeniche fa con la Dionis abbiamo affrontato la gara nello stesso modo. Quella con la Virtus è stata una partita che potevamo tranquillamente vincerla o perderla. Ho fatto giocare 4 attaccanti, due esterni alti (Franco e Riccio) e Maddaloni e Magliulo perché la nostra idea di gioco è quella di prendere l’iniziativa”.
La sconfitta dell’andata a Durazzano ha influito molto sulla prestazione dei giocatori di Riccardi pronti a metterci l’anima per fermare la Virtus e riscattarsi della debacle di Durazzano.
“Si per noi è stata assolutamente una rivincita – afferma Riccardi – perché all’andata a fine partita ci rimasi un po’ male per il semplice fatto perché non per forza bisognava pressare alti sul 7-1 a 5’ dalla fine. Mi sembrava inopportuno pressare sui nostri giocati sul passaggio del portiere. Poi questa cosa uno se la lega al dito non per fare una partita di rivalsa ma per dimostrare che tra noi e la Virtus non ci sono 7 gol di differenza”.
Il cammino dei telesini in questa stagione non è stato brillante come nella precedente stagione quando il Puglianello chiuse il campionato al 2° posto alle spalle del Paolisi. Il tecnico Riccardi spiega le motivazioni di questa metamorfosi.
“Abbiamo perso 9 partite fuori casa cosa che non succedeva l’anno scorso perché avevamo Alessio Fusco, un punto di riferimento quando bisognava attaccare la profondità. Poi fuori casa abbiamo pagato un po’ di paura e di inesperienza di qualcuno. Non avere un giocatore di grosse qualità come Fusco per ripartire e attaccare gli avversari è stato un brutto colpo. Inizialmente in rosa c’era Roberto D’abbiero che ha deciso di non venire più. Quando vai a togliere un elemento è chiaro che ci condiziona la stagione. Non è un caso che tutte le squadre davanti a noi hanno in attacco giocatori che danno forza fisica e profondità alla squadra.
Sull’episodio dell’aggressione al giornalista Billy Nuzzolillo Riccardi commenta così:
“Avevo portato sul campo mio figlio di 6 anni che ha visto l’aggressione a Billy e un po’ di parapiglia nel finale. Non accetto determinate scene di violenza quando la partita è finita. Può starci qualche offesa dalla tribuna anche se non è piacevole e antisportivo però non al punto di venire alle mani. La società si è distaccata e tutto però la situazione deve essere recepita. Dobbiamo evitare che ci siano degli strascichi. Faccio anche scuola calcio e mi rendo conto che i ragazzi d’oggi c’è la mentalità di vedere in questo modo il calcio. Se la pensi come loro sei loro amico, altrimenti diventi loro nemico”.
di Ionut Stefan Di Nuzzo
