“Ci associamo alla scelta di cuore fatta dalla famiglia Maio. Un grande, affettuoso in bocca al lupo a loro, alla squadra ed ai tifosi della Virtus Lanciano. Che la passione di tutti sia più forte delle avversità e che il campo sappia regalare, a quei colori, una meritata permanenza in serie B. Il futuro non si può mai ipotecare e potremmo sempre rincontrarci. Con grande piacere”.
Una nota a firma di Stefano Bisogno e Vittorio Galigani, nomi e volti delle persone che volevano prendere la Virtus e tentare il salto nel calcio che conta. Non c'è stato nulla da fare, anzi c'è stato anche da correre per bloccare un assegno circolare già preparato e una fidejussione di 800 mila euro pronta. Tutto da fermare, un sogno da riporre nel cassetto per una questione di cuore, quello della famiglia Maio. Col passare del tempo è emersa la volontà di non cedere la società, o meglio, ha preso il sopravvento quella dei figli rispetto al padre che, invece, voleva cedere la Virtus Lanciano. Che sia stato un bene o un male per il presidente Bisogno, questo lo dirà solo il tempo. Di vero c'è che il presidente Bisogno non ha mai incontrato i figli del patron Maio, non ha potuto fare breccia in loro. E allora il sogno va riposto nel cassetto, non abbandonato, qualche settimana di relax e si ritorna alla carica, perchè il presidente cavese ha fatto la bocca al salto nel calcio che conta. E prima o poi ci riuscirà.
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